Egitto: uno sguardo sulla composizione sociale

Scritto dasu 18 Dicembre 2012

In Egitto il referendum sulla nuova costituzione è passato, rendendo manifesto un risultato per molti versi scontato ma anche un dato inoppugnabile: nelle zone dove il conflitto si è esprsso con più forza e ai più alti livelli, Morsi non è passato. Partiamo da questo dato per una riflessione che chiarisca la realtà sociale di questo Egitto insurrezionale che non ha mai smess di ribellarsi né prima né dopo Mubarak. Abbiamo interpellato Iside Gjergji,  sociologa dell’università di Cohimbra studiosa in particolare della composizione sociale delle rivolte che hanno agitato e stanno agitando il Nord Africa, in particolare di quella fetta altamente scolarizzata eppur disoccupata che fa sembrare quel mondo tanto vicino al nostro, spesso rappresentato dai nostri mass media come se quei popoli non avessero una connotazione sociale ed economica che attraversa le diverse posizioni religiose, spesso trasversale rispetto a categorie quali “salafiti”, “islamisti moderati” e “forze laiche”. Dove le richieste dei cosiddetti “giovani dei socialnetwork”, altra categoria socialmente indefinita che ha soppiantato tutte le altre, non chiederebbero genericamente che “più democrazia”.

Ascolta la diretta  [audio:https://radioblackout.org/wp-content/uploads/2012/12/Iside.mp3|titles=Iside]

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