Mercoledì 19 dicembre ancora un processo ai No Tav

Scritto dasu 17 Dicembre 2012

Mercoledì 19 dicembre alle ore 9.00 si terrà, presso il Tribunale di Torino in aula 39, l’udienza preliminare del secondo filone processuale relativo ai fatti del 3 luglio. Quel giorno migliaia di NO TAV assediarono il cantiere, dove fino al 27 giugno 2011 visse la Libera Repubblica della Maddalena, in seguito occupata militarmente dalle forze dell’ordine. La resistenza portata avanti da coloro che erano in quei giorni in Val Susa voleva difendere quei territori dalle logiche di sfruttamento e devastazione della terra che i costruttori della Torino – Lione e i loro sgherri in divisa volevanoi portare avanti. Il 3 luglio 4 NO TAV furono arrestati e brutalmente pestati dalla Polizia. Il 26 gennaio partì l’attacco della Procura di Torino contro altri 52 NO TAV accusati di aver compiuto atti violenti contro la polizia ed il cantiere durante quelle due giornate di lotta. 41 fra loro furono sottoposti a misure cautelari; i restanti 11 furono perquisiti e denunciati a piede libero. Il 25 giugno 2012 la DIGOS di Torino arrivò a casa di altri 2 NO TAV, notificando ad entrambi provvedimenti di custodia cautelare (arresti domiciliari e obbligo di dimora nel comune di residenza), sempre in merito ai fatti del 3 luglio. Loro e altri 6 compagni, alcuni dei quali già perquisiti e denunciati il 26 gennaio, verranno chiamati a processo il 19 dicembre 2012. Le accuse avanzate, come per i 45 compagni già sotto processo, sono: minacce, violenza lesioni aggravate in concorso, danneggiamento aggravato in concorso e travisamento. La Procura di Torino si dimostra fedele difensore della costruzione della Torino – Lione: il costante e martellante attacco giudiziario all’intero movimento NO TAV è reso palese dalle continue operazioni repressive scattate ogni qualvolta quest’ultimo abbia mostrato la sua determinazione. Ultima fra tutte l’operazione scattata la mattina del 29 novembre contro 19 attivisti per l’occupazione degli uffici della Geovalsusa e per i “diverbi” con alcuni giornalisti dopo la caduta di Luca Abbà dal traliccio lo scorso febbraio. E non finisce qui, perché se per qualcuno sono arrivati il manganello ed il carcere, altri si sono visti arrivare a casa gli assistenti sociali, giunti a minacciare coloro che avevano scelto di lottare con i propri figli in difesa della loro terra. Per quanto nelle aule di tribunale si continui ad insistere su fatto che queste operazioni giudiziarie puntino a colpire singoli individui ritenuti violenti, sappiamo in realtà quanto sia vero il contrario. Non sono i singoli ed i loro comportamenti ad essere attaccati ma lo sono il movimento NO TAV e la sua lotta. Ogni volta, quindi, in cui ci troveremo in quelle aule, non sarà un momento per inseguire la loro idea di giustizia, ma continuerà ad essere parte di un percorso di lotta che ci troverà uniti, così come è successo ogni volta che abbiamo lottato contro la TAV in Valle e nelle nostre città.

La diretta con una compagna inquisita [audio:https://radioblackout.org/wp-content/uploads/2012/12/Notavv.mp3|titles=Notavv]Scarica il file della diretta

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