Elezioni in Israele

Scritto dasu 24 Gennaio 2013

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Con Kutaiba, compagno palestinese da tempo residente a Torino, facciamo qualche valutazione sull’esito delle elezioni in Israele, cioè in quello stato illegittimo che i palestinesi chiamano “Territori del ’48”.

Per quanto riguarda gli elettori arabi (dai quali, ricordiamo, sono esclusi a priori gli abitanti di gaza e Cisgiordania), oltre un terzo di loro non hanno votato in quanto è molto diffuso il non riconoscimento dello stato e delle istituzioni israeliane.

Per quanto riguarda gli elettori ebrei, la destra ha preso forti consensi nell’esercito (soprattutto l’ultra reazionario Naftali Bennett) e nelle città “miste”, dove la convivenza con gli arabi è più sentita (ad es. Haifa), mentre nelle zone del sud Netanyahu è stato punito per gli insuccessi nell’offensiva contro Gaza. La sorpresa è il successo dell’anchorman di successo Yair Lapid (secondo partito), che ha raccolto le istanze di protesta del movimento degli indignados di Tel Aviv del 2011. Ora se entrerà nella maggioranza potrebbe esserci qualche freno sulla formazione di nuove colonie in Cisgiordania. Sono in crescita i laburisti e i partiti della sinistra, anche per effetto di una maggiore affluenza alle urne dovuta ai timori per il militarismo di Netanyahu.

Intanto nelle ultime ore una ragazza 21enne palestinese è stata uccisa dall’esercito israeliano, mentre un quindicenne è morto per le ferite durante scontri a una manifestazione di venerdi scorso.

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