I shot the Sharif

Scritto dasu 13 Maggio 2013

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Le elezioni in Pakistan del 12 maggio hanno dato un duplice  responso: innanzitutto l’affluenza alle urne che ha sfidato le minacce talebane arivando al 60% e poi si registra una sorta di ritorno al passato di un regime,  quello di Sharif, succube del Fmi sorretto dalle forze islamiche, che ha al suo centro una famiglia tra le più ricche del paese (proprietaria della Ittefaq Group, una grande azienda produttrice di materie prime come acciaio, zucchero, carta e tessili, con diversi stabilimenti nel Punjab e un fatturato annuo di circa 400 milioni di dollari) e che sicuramente riproporrà le sue ricette neoliberiste di privatizzazioni e attacco al welfare.

Nella sua campagna elettorale ha detto che i militari dovrebbero stare fuori dalla politica e questo sarebbe un evento nel paese potenza nucleare e centrale del terrorismo internazionale: ma gli addentellati con le forze talebane sono talmente tanti che quanto auspicato dal nostro ospite in studio, Houssain (giovane hazara nato a Kabul e cresciuto nella enclave afghana di Quetta, da qualche anno in Italia), a proposito della fine delle persecuzioni e degli attentati nei quartieri sciiti dela comunità afghana possano terminare, è probabilmente destinata ad andare delusa. Inoltre la situazione economica non permetterà a Sharif di rispettare la promessa di smettere di appoggiare la politica di occupazione dell’area da parte americana, perché ha enorme bisogno degli aiuti internazionali.

Per una volta proviamo ad adottare il punto di vista di Hussain che ci parla delle condizioni di vita a Quetta, dei candidati del partito democratico su cui sono stati fatti confluire i voti degli hazara, del candidato ex giocatore di hockey con l’appeal del rinnovamento laico e filoccidentale, del panorama internazionale che coinvolge l’Iran… dell’ordigno esploso in un mercato di Miranshah, che ha fatto 4 morti e 15 feriti. La bomba era stata nascosta su una motocicletta parcheggiata nei pressi del bazar, poco distante dagli uffici di alcuni candidati locali alle legislative di domani, che erano proprio i candidati hazara.

houssain ok

 

 


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