Una Rosarno a due passi da Torino

Scritto dasu 1 Ottobre 2013

159819_380def(immagine d’archivio)

Una notizia che riportiamo così come ci è giunta in redazione, la cronaca di una vicenda allucinante che testimonia dell’entità dello sfruttamento/racket che subiscono alcuni migranti, complici un sindacato confederale (Uil) e una cooperativa (Rubina).

L’intervista con Franco La Torraca dei SìCobas di Torino e, sotto, la testimonianza che ci ha recapitato

franco_Osasio

A Osasio (vicino Carmagnola) 120 lavoratori della cooperativa Rubina sono letteralmente ridotti alla fame.

A Maggio di quest’anno la cooperativa Rubina recluta, tramite loschi caporali, 120 lavoratori del Pakistan e Bangladesh per farli lavorare in un’azienda metalmeccanica di Osasio, la condizione era diventare soci lavoratori per cui chiede a ognuno 2000 euro per poter lavorare. Questi lavoratori con molto sacrifici e indebitandosi pagano le 2000 euro nella speranza di avere un lavoro.

Lavorano tutto il mese di giugno, luglio e metà agosto, ma le paghe non arrivano. A fine agosto gli dicono che non possono più lavorare e che saranno pagati dalla cassa integrazione, purtroppo anche questa non arriva, forse non arriverà mai perché non ci sono i requisiti. Ad aiutare i farabutti della cooperativa e a convincere i lavoratori non poteva mancare il sindacato, la UIL  tramite un loro funzionario.

Una delegazione di questi lavoratori grazie a un loro connazionale iscritto al Sicobas di Milano, sabato pomeriggio si presentano in sede imprecandoci di aiutarli, spiegandoci di non aver neanche più risorse per poter mangiare, e che sono disposti a qualsiasi lotta.

Di fronte questa drammatica realtà vogliamo organizzare una forte mobilitazione già in questa settimana a Osasio, ma abbiamo bisogno di aiuto, per cui faccio un appello a chi di voi vuole aiutarci a gestire questa lotta, anche perché buona parte delle nostre forze sono gia assorbite in altre lotte in corso nella logistica.

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