Sindacati conf…industriali

Scritto dasu 14 Gennaio 2014

Accordi

Arrivano le nuove regole sulla rappresentanza e la democrazia sindacale che rendono operativo l’accordo del 31 maggio scorso, già definito a buon diritto«storico», con la nuova intesa raggiunta da Confindustria e Cgil, Cisl e Uil. È l’ultimo atto di un percorso, iniziato con il vergognoso accordo di Pomigliano e che si candida ad essere possibile base di un’eventuale legge sulla rappresentanza, che in questi giorni lo stesso segretario del Pd Matteo Renzi ha sostenuto con il Jobs Act. Il regolamento attuativo costituisce «un vero e proprio testo unico in tema di rappresentanza sindacale» che limita in maniera sostanziale il diritto di sciopero dei lavoratori, azzera i diritti di chi non firma l’accordo stesso,   di fatto condannandolo alla morte sindacale, stabilisce la possibilità di deroghe agli accordi nazionali praticamente su tutto ( e non fatichiamo a immaginare da che parte penderanno dette deroghe). Vengono indicate le regole per misurare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali (con il mix tra iscritti e voti e la soglia del 5% per sedere al tavolo) e per sottoscrivere gli accordi, a cui si dà certezza garantendo la piena esigibilità: una volta approvati e ratificati dal voto dei lavoratori (in entrambi i casi a maggioranza semplice) varranno effettivamente per tutti. E, infatti, vengono anche definite le sanzioni per chi non li rispetta: sanzioni che possono essere di carattere pecuniario o di «temporanea sospensione» di diritti sindacali contrattuali.

L’obiettivo successivo è di estendere le nuove regole anche alle altre organizzazioni. «È una svolta epocale che cambia decisamente nel Paese il volto delle relazioni industriali, che passano da un sistema antagonistico e conflittuale ad un sistema partecipato, moderno e ben governato». In questa affermazione di Bonanni c’è l’essenza di questa svolta che concordiamo, come sottolineato in apertura, nel definire “storica”.

Ascolta la diretta con Giorgio Cremaschi, ex dirigente FIOM e ora alla testa della nuova fronda interna alla CGIL “il sindacato è un’altra cosa”.

Cremaschi

Sullo stesso argomento abbiamo raccolto anche la posizione di Cosimo Scarinzi, dirigente della CUB.

Scarinzi

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