16O: la logistica rivendica diritti e contratti

Scritto dasu 16 Ottobre 2014

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Lo sciopero delal logistica del 16 ottobre è propedeutico allo sciopero generale del 14 novembre con forti rivendicazioni particolari e la necessità di conquistare azienda per azienda, cooperativa per cooperativa, diritti, salario, dignità. questa prima giornata di lotta e di mobilitazione generale si caratterizzerà anche con un chiaro riferimento alle politiche governative in tema di lavoro (Jobs Act) che si muovono nell’ottica di eliminare ogni forma di garanzia (V. Art. 18, demansionamento, videosorveglianza, ecc). In relazione a tali politiche che mirano a colpire i lavoratori e agli sviluppi della vertenzialità in atto, verranno messe in atto tutte quelle iniziative di lotta che verranno ritenute idonee al raggiungimento degli obiettivi

Luciano Muhlbauer ha scritto un bel pezzo riguardo alla lotta della logistica, sintetico e esaustivo.

Volete sapere come sarà il meraviglioso mondo del Jobs Act, quello dove robe vecchie come i diritti dei lavoratori, articolo 18, Statuto dei lavoratori o contratto nazionale saranno poco più di un lontano ricordo dei padri e dei nonni? Ebbene, allora date un’occhiata a uno di quei tanti settori privi di diritti, tutele e voce che già oggi abbondano a casa nostra, come per esempio la logistica. Il trucco (si fa per dire, visto che è tutto perfettamente legale) sta nel non assumere i facchini che lavorano per te. E così, anche se lavorano in un deposito Ikea e movimentano tutto il giorno mobili Ikea, nessuno di loro è un dipendente Ikea, bensì della cooperativa X, alla quale Ikea ha appaltato il servizio di facchinaggio. Se poi i lavoratori della cooperativa X dovessero scioperare, perché i salari sono troppo bassi o perché le regole contrattuali non vengono rispettate, allora Ikea potrebbe tranquillamente sostituire la cooperativa X con la cooperativa Y, poiché si tratterrebbe semplicemente di una mancata erogazione del servizio previsto dall’appalto da parte della cooperativa X. Di conseguenza, i lavoratori della cooperativa X rimarrebbero disoccupati, senza che l’Ikea c’entri qualcosa sul piano formale, e se poi qualcuno dovesse decidere di protestare e di picchettare gli ingressi del suo posto di lavoro, allora arriverebbe la Celere a cacciarli a suon di manganellate, perché sarebbero soltanto degli estranei che interrompono illegalmente un servizio e impediscono ai lavoratori della cooperativa Y di poter lavorare. Oltre all’appalto poi ci sono anche i subappalti oppure, come ormai accade sempre più spesso, l’azienda potrebbe procedere a un “cambio di cooperativa”, cioè al licenziamento dei lavoratori, anche in assenza di scioperi e lotte, ma soltanto perché quei lavoratori si sono permessi di iscriversi a un sindacato non gradito. Beninteso, tutto questo non vuol dire che non si possa più lottare o organizzare sindacati. Anzi, l’esperienza di questi anni ci insegna che proprio i lavoratori della logistica, dov’è fortissima la componente migrante, si sono resi protagonisti di uno dei più interessanti, intensi e freschi processi di sindacalizzazione e di lotta di questi anni. E si comincia anche a vincere qualche vertenza, ma solo al prezzo di durissime lotte, come nel caso della Granarolo.

Oggi sciopero nazionale della logistica proclamato dai sindacati di base in molte città… a cominciare da Torino, anzi Grugliasco, strada del Portone sede dei mercati generali dove fin dalle 23 del 15 ottobre hanno cominciato a concentrarsi lavoratori, delegati, solidali… e moltissime guardie.

alle 00,30 c’è stata la prima diretta di Gianluca:

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poi alle 4 Mauri racconta:

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e subito dopo Gianluca durante l’assemblea

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Poi a Torino è avvenuta la tragedia dell’ambulante colto da infarto e le guardie hanno identificato i presenti, dopodiché non si sono più registrati blocchi, scontri, ma alcuni fermati in quanto persone a conoscenza dei fatti

Alle 6,30 è cominciata la serie di dirette dal resto d’Italia, il primo è stato MArtino da Pisa

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Il contatto successivo è avvenuto dopo le 9 con Valerio da Milano:

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a cui subito dopo ha fatto seguito la diretta da Palermo, Ivan:

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quasi senza soluzione di continuità è venuto il turno di sentire Fulvio dalla piazza bolognese:

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dopo le 11 abbiamo poi sentito Irene da Roma:

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non poteva mancare Firenze, che abbiamo sentito verso le 13, chiamando Luca:

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da Padova abbiamo sentito un appartenente ai comitati di lotta per la casa:

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e abbiamo concluso come avevamo iniziato andando a vedere cosa era successo nel frattempo nelle 8 ore di mobilitazione a Pisa

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