La buona scuola renziana: buone ragioni per lo sciopero

Scritto dasu 9 Ottobre 2014

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Domani 10 ottobre il mondo della scuola scende in piazza per respingere al mittente la “buona scuola”di Renzi, il cui  scopo principale è quello di privatizzarla il più possibile, aprendo sempre più al finanziamento delle scuole private, la cui conseguenza è il deperimento della funzione pubblica della scuola e la cancellazione della funzione docente, ovvero quella libertà di insegnamento che ogni maestro o preofessore dovrebbe avere tutelata e che lo strapotere adombrato nella riforma e attribuito alla figura del dirigente scolastico renziano andrebbe a soffocare, avendo anche l’arma degli scatti di competenza: la sostituzione degli scatti di anzianità con questa nuova truffa del governo a guida PD è solo apparentemente un premio al merito, perché distribuisce meno risorse a meno lavoratori su basi soggettive non riconducibili a nessun criterio e senza nemmeno la certezza della contropartita differita di un anno (senza motivazioni)  della messa in ruolo dei precari. A ciò si aggiunga il nuovo  blocco dei contratti e la quota 96 in cui sono rimasti intrappolati docenti che avevano maturato la pensione prima della Fornero e sarà palese che ci sono moltissime buone ragioni per scendere in piazza domani a fianco degli studenti, come è stato organizzato, unendo la mobilitazine del sindacato di base con l’agitazione degli studenti.

A Torino l’appuntamento è per domani in piazza Arbarello alle 9, ma sentite le ottime ragioni che sciorina Cosimo Scarinzi della Cub ai nostri microfoni

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