La lotta contro gli sfratti si fa in strada… e in tribunale

Scritto dasu 27 Novembre 2014

Mattinata intensa sul fronte antisfratti torinese. In un modo un po’ diverso rispetto a qualche mese fa, prima del 3 giugno, quando l’azione nelle strade e sulle barricate registrava cronache di albe epiche , in cui ufficiali giudiziari e digos venivano contrastati con successo.

Ora molti protagonisti sono ancora in carcere o ai domicialiari e si sono potuti reincontrare solo in occasione della udienza a porte chiuse avvenuta stamani per il processo intentato ai loro danni dalla procura torinese.

Abbiamo sentito Francesco, uno degli 8 compagni ai domiciliari, prima dell’inizio del dibattimento…

2014.11.27-francesco_uno

… e anche alla sua conclusione. L’udienza è stata rinviata al 17 dicembre per dare tempo al giudice di verificare i ricorsi della difesa sui difetti di notifica, mentre entro la prossima settimana arriverà la risposta rispetto alle istanze di revisione delle misure cautelari:

2014.11.27-francesco_bis

Anziché un presidio nei pressi dell’aula che ospitava l’udienza del processo agli arrestati del 3 giugno, il movimento di lotta contro gli sfratti, si è dato appuntamento in piazza nel quartiere in cui si è lottato più durametne contro gli sfrati, per effettuare un presidio antisfratto, considerandola un’opportunità in più per dimostrare l’avversione alla ingiusta pratica dello sfratto, in particolare del sistema dello sfratto a sorpresa con cui si è voluto vanificare la lotta che ha portato in carcere i compagni oggi alla sbarra. Dimostrando in questo modo che comunque non si blocca l’azione di contrasto, nonostante la durissima repressione

Dal presidio abbiamo sentito Francesca:

2014.11.27-francesca_antisfratti


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