Expo. Sgomberi, repressione e lavoro nero

Scritto dasu 28 Aprile 2015

La tensione sale a Milano in vista dell’Expo. Al punto che si sta verificando un effetto boomerang: decine di scuole hanno deciso di cancellare le visite già programmate, perché spaventate dai continui allarmi per la sicurezza.

Questa mattina la polizia ha sgomberato alcune case al Giambellino, effettuando perquisizioni alla ricerca di armi. C’é stato un arresto e numerosi fermi di attivisti francesi. Un chiaro segnale intimidatorio prima delle giornate No Expo in programma dal 30 aprile al 3 maggio, il cui fulcro sarà la manifestazione del Primo Maggio nel centro di Milano.

E’ di due giorni fa la notizia – diffusa dal Corriere della Sera – che nei cantieri Expo c’è un ingresso non ufficiale, un cancello appena accostato, dove entrano nelle prime ore del mattino, i lavoratori in nero assunti dalle aziende e dalle cooperative che hanno avuto un subappalto del subappalto per Expo. La corsa contro il tempo è sempre più forsennata.

Ai tempi in cui si mangia più il marchio che il cibo, quest’Expo all’insegna dell’agrobusiness, non può essere rimandata. Il primo ministro Matteo Renzi ci si gioca la faccia.

Così sul fronte del lavoro si corre come topolini inseguiti dal gatto, per quattro soldi e senza un contratto.

Sul fronte delle contestazioni sono partite, oltre ad una campagna mediatica poco accorta, le misure di polizia.

L’ampia rete di movimento, che ha costruito l’appuntamento di questo lungo fine settimana, continua sulla sua strada.

L’appuntamento il Primo Maggio dalle 14 in piazza XXIV maggio.

Ne abbiamo parlato con Massimo, un compagno di Milano

Ascolta la diretta:

massimo_expo

 


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