No Tav. Seminare resistenza

Scritto dasu 8 settembre 2015

Dal quattro al sei settembre tra Chiomonte e Venaus si è svolta una tre giorni di informazione, lotta, discussione No Tav.
Venerdì 4 settembre circa duecento persone hanno dato slancio all’apericena No Tav ai cancelli della centrale a Chiomonte, sabato c’é stata una manifestazione popolare No Tav in Clarea, domenica a Venaus mercatino, discussione, esibizione del “Coro Moro”, il coro che di profughi ganesi che canta le canzoni della tradizione popolare piemontese.

Di seguito il comunicato emesso dagli organizzatori dopo la marcia di sabato:

“Giornata resistente quella di sabato 5 settembre in Clarea. Alle 15 qualche centinaio di no tav parte in direzione cantiere “armata” di semi e piantine. Un bel sole e un vento tiepido ci accompagnano nel bosco, ma al cantiere, quello stesso vento, alza inquietanti e pericolose nuvole di polvere rendendo ancor più spettrale quel luogo martoriato e desertificato. Il lanciare semi e piccole palline di argilla riempite sempre di semi all’interno di un luogo dove la natura è stata violentata non è solo un gesto simbolico, è anche un gesto di speranza e di lotta. Che i semi facciano il loro ciclo e che un giorno dove oggi vi è cemento e polvere vi possa essere di nuovo terra fertile, erba e alberi.

Ma la giornata non si conclude con la sola semina. Turi, pacifista storico, riesce a intrufolarsi all’interno del cantiere mandando in tilt il sistema di sicurezza. Intorno alle reti intanto parte una battitura assordante che va avanti per più di un’ora con le forze dell’ordine che, impreparate, girano a vuoto come formichine impazzite.Alla fine, dopo una lunga trattativa,  il nostro compagno viene preso da quattro energumeni in divisa e trasportato al di fuori delle recinzioni. E’ bastato poco per far andare in crisi il “blindato” e “sicuro” fortino della Clarea.

Giornate come quella di sabato dovrebbero insegnare che il loro voler spostare i lavori della galleria di base da Susa a Chiomonte per motivi di sicurezza servirà a poco. Se supponevano che aprire un cantiere a Susa poteva essere insicuro a Chiomonte ne hanno la certezza. Sicuri non lo saranno mai! La resistenza continua!”

Ne abbiamo parlato con Renzo del comitato No Tav “Spinta dal bass”.

Ascolta la diretta:

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