Ancora uno sgombero nella baraccopoli di Lungo Stura a Torino

Scritto dasu 19 Ottobre 2015

Senza alcun preavviso questa mattina all’alba, intorno alle sei, le “forze dell’ordine” sono entrate per l’ennesima volta nel campo rom non autorizzato più grande d’Europa, quello di Lungo Stura Lazio, dove nel 2013 vivevano oltre 1.000 persone. Le famiglie rimaste senza alternative sono ormai poche nel campo, dopo che si è concluso il mega progetto da più di 5 milioni di euro “La città possibile”. Questa mattina però non c’erano rappresentanti di associazioni, cooperative, Comune e Prefettura che si sono spartiti il ricco finanziamento, ma solo 11 blindati e decine di carabieniri, poliziotti e vigili che hanno buttato giù le porte delle baracche a calci e tirato fuori le persone a forza, mentre ancora dorminvano. Uomini, donne, bambine, bambini, anziani e persone malate si sono ritrovate senza casa in pochi minuti, osservando le ruspe che demolivano quelle che fino a poco prima erano le loro case.

Al momento almeno 30 persone sono rimaste in mezzo alla strada, tra loro molti minori ancora terrorizzati dalla brutalità dell’operazione condotta questa mattina, come sempre in modo molto violento e con i soliti metodi arroganti e sprezzanti della vita e della dignità delle persone. Nel corso della mattinata una parte delle famiglie rimaste senza nulla insieme ad attiviste e solidali sono partiti dal campo alla volta dell’ “Ufficio Nomadi” del Comune di Torino, in Via Bologna 55: per due ore sono stati occupati gli uffici “preposti” a dare risposte (o a non darle affatto) alle persone definite “nomadi” e che risiedono in questa città. Famiglie e singoli che invece hanno vissuto in modo decisamente stanziale nella baraccopoli di Lungo Stura Lazio per dieci o quindici anni.

Qui il comunicato della giornata

https://www.facebook.com/Gattonero-Gattorosso-718198011628411/

Ascolta la diretta di questa mattina:

celia

 

 

 


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