1600 città contro il Cop21, mobilitazione anche a Torino

Written by on 27 novembre 2015

Se già prima il “clima” a Parigi non era dei più sereni in vista della riunione dei potenti a discutere di riduzione di emissioni di Co2, ora, che le manifestazioni sarebbero annullate a causa delle limitazioni delle libertà dopo gli attentati del Daesh del 13 novembre, l’atmosfera è avvelenata dalle enormi differenze nei modi di intendere la sicurezza: gli stati, in primis quello francese a conduzione socialista, la intendono come delirio securitario che cancella i diritti dei cittadini, i quali invece – quando non si creano le catene da soli – si oppongono a questa visione e non possono permettere che la sicurezza relativa alla loro salute venga appaltata alla Monsanto o esistano trattati transatlantici che ledono privacy e impongono l’impunità delle multinazionali, finché non venga riconosciuto da tutti che per esempio il glifosfato è cancerogeno… e poi ancora, visto il premio ottenuto dal responsabile della divisione sementi della multinazionale degli ogm, divenuto ministro delle risorse agrarie del governo argentino, nonostante sia attestato da prove inconfutabili il legame di glifosfati con l’aumento di malformazioni e tumori laddove fuori da ogni controllo sanitario ha potuto operare la coltivazione ogm.

Naomi Klein si chiede chi sono quelli la cui sicurezza va protetta con qualsiasi mezzo e chi quelli la cui sicurezza casualmente si sacrifica? Queste secondo lei sarebebro le domande al centro della crisi climatica e le risposte sono la ragione per cui i vertici sul cambio climatico spesso finiscono disattesi, se non addirittura in burla.

Abbiamo sentito Monica Di Sisto della rete che avversa il trattato di liberalizzazione Ttip e ci aggiorna al riguardo nell’esordio del suo intervento, trovando nella attualità più stringente il nesso tra gli accordi transatlantici e il vertice sul clima parigino: infatti la diretta comincia con la notizia di oggi che conferma come la presunta riservatezza dei documenti, spacciata dalla Commissione Europea come un male necessario per tutelare le strategie negoziali, in realtà altro non era che un modo per mantenere spazi privilegiati di interazione con gli interessi delle grandi aziende, lontano da occhi indiscreti: infatti Exxon aveva avuto accesso riservato ai documenti segreti del Ttip, con i quali attesterà la bontà delle proprie intenzioni affermate nel meeting francese insieme alle altre multinazionali, salvo poi non prendere alcun provvedimento, come si è visto per gli impegni solennemente presi in altre occasioni ufficiali, durante le quali si è solo gettato… “fumo” negli occhi.

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In questo fine settimana non si prevedono solo iniziative a livello planetario, ufficialmente inquadrate nelle mobilitazioni di 1600 città, come quella romana di Campo de’ Fiori o quella che si preannuncia imponente a Parigi, ma si svolgono manifestazioni a difesa della salute e contro le nocività dettate da pura speculazione, volta a distribuire appalti a filiere mafiosamente gestite per opere inutili e dannose: a Torino non alternativa e, nelle intenzioni degli organizzatori, collaterale al presidio in piazza Castello dalle 14 alle 17, si terrà una marcia a scoprire i luoghi che dovranno essere oggetto della nuova devastazione pensata dal PD locale e ordita con le stesse modalità del tav valsusino: il tunnel ferroviario sotto corso Grosseto. Un cantiere di 3 anni e una spesa di 180 milioni con un progetto che non agevola sicuramente i pendolari canavesani. L’escursione si dipanerà a partire dallo slargo di via Lucento con via Borgaro alle 14,30 per ridiscendere lungo il percorso del tunnel in superficie tra stazione Madonna di Campagna e piazza Baldissera, in modo da informare nei luoghi stessi oggetto di speculazione di cosa si tratta con il contorno di consuete devastazioni (falde acquifere deviate, parcheggi da costruire, gas di scarico e polveri per gli scavi a cielo aperto).

Ma sentiamo Armando, che ci illustra meglio la giornata di domenica 29

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