America Latina: fine del ciclo progressista?

Scritto dasu 9 Dicembre 2015

-Intervista con Raul Zibechi-

Come già anticipato negli scorsi mesi – da questi microfoni e in numerosi scritti – il giornalista e pensatore-attivista uruguayano Raul Zibechi aveva largamente previsto i recenti risultati elettorali avvenuti in Argentina e Venezuela, parlando esplicitamente di “fine del ciclo progressista“; della crisi cioè dei governi che, con diverse sfumature e articolazioni hanno determinato un cambio di rotta negli ultimi 15 anni di storia del continente.

Zibechi individua la crisi di questo paradigma nell’eccessivo investimento su un modello di sviluppo iper-estrattivista, concentrato cioè sull’estrazione di materie prime (minerali, petrolio, monoculture agricole) volte all’esportazione. Il risvolto di questo è consistito in un mancato investimento su forme di sviluppo, industriale e agricolo, interno.

Altro aspetto non indifferente segnalato dal nostro, ampi strati popolari promossi da questi governi gli votano oggi contro perché incapaci di garantire ulteriori avanzamenti sociali sul piano del benessere materiale e dell’accesso al consumo.

Nella seconda parte dell’intervista, ci siamo invece soffermati su due recenti accadimenti che hanno interessato il Brasile, paese fondamentale dello scenario latino-americano: il grande disastro ecologico provocato dalla rottura della diga di Mariana e la ripresa di un forte movimento studentesco contro una riforma restrittiva dell’istruzione.

Ascolta l’intervista

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