Muos: alienabile è l’antenna, non la salute

Scritto dasu 11 Marzo 2016

Si è conclusa poco prima delle 13 a Gela l’udienza del processo contro Turi Vaccaro. Sono stati ascoltati due poliziotti che hanno fornito la loro versione dei fatti. Il giudice ha confermato l’arresto e deciso che Turi dovrà attendere la prossima udienza, prevista il giorno 1° aprile, rinchiuso nel carcere di Gela.  Le accuse sono di  violazione del divieto di dimora, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato di una volante di polizia, di cui è riuscito a sfondare due vetri, come ci ha raccontato Fabio, che ci ha raccontato come si erano svolte le proteste di mercoledì alla notizia della accensione di prova delle antenne

A Turi va tutta la nostra solidarietà. Lo stato reprime le azioni del non violento, ma si autoassolve per aver difeso un’opera abusiva e illegittima, come sancisce la sentenza della Cassazione che ha mandato, proprio ieri 10 marzo, a giudizio sette persone a vario titolo coinvolte negli abusi del Muos, sancendo il diritto inalienabile alla salute e alla salvaguardia del territorio; questo il giorno dopo l’accensione-farsa delle antenne, per una prova inutile, imposta con una frequenza infima rispetto a quella che la struttura assorbirebbe. A quel collaudo si sono frapposti gli abitanti di Niscemi, che si sono diretti alla Sughereta, riserva naturale protetta e scempiata prima ancora che venissero concesse le necessarie autorizzazioni, trovandosi di fronte a un imponente schieramento di tutti i corpi dello stato

Domani 12 marzo, giornata di lotta antimilitarista in tutta Italia, anche Niscemi, e con altre ottime ragioni, in più scenderà in piazza

Ma sentiamo il racconto di Fabio:

no muos


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