No Tap nè qui nè altrove!

Scritto dasu 20 Maggio 2016

no-tapIl Trans Adriatic Pipeline (TAP) è il mega-progetto per la costruzione di un gasdotto, sponsorizzato dal governo italiano e voluto dalla Commissione europea, che dovrebbe portare il gas dei giacimenti dell’Azerbaijan (in particolare Shah Deniz) fino in Europa, con approdo nella località salentina di San Foca, con forte opposizione da parte della comunità territoriale e non solo. Formalmente lo scopo del TAP sarebbe quello di rendere l’Unione Europea indipendente sul piano energetico da Ucraina e Russia. Non solo non è così (dal momento che la Russia partecipa al consorzio per lo sfruttamento di Shah Deniz II con Lukoil), ma la problematica centrale resta la riproduzione dello sfruttamento delle fonti fossili. A tutto vantaggio delle grandi multinazionali del settore: dalla BP all’italiana Snam. Il mega-progetto si inserisce nella politica energetica coloniale UE, che, per favorire interessi finanziari, depreda risorse nei territori africani e della regione del Caspio, finanzia governi autoritari e calpesta i bisogni di bisogni di popolazioni e territori tanto nei luoghi di estrazione, quanto in quelli attraversati dal gasdotto.

Il fatto che il TAP sia ritenuto di “interesse strategico” da parte del governo italiano, ha permesso al mega-progetto di percorrere un processo autorizzativo agevolato, andando in deroga agli strumenti previsti per la pianificazione e lo sviluppo del territorio. La “strategicità” dell’opera ovviamente non è giustificabile: non solo per l’impatto ambientale e sulla salute, ma anche perchè si tratta di un ennesimo mega-mostro ad uso, consumo e soprattutto profitto dei soliti noti. Come già accaduto con Ilva, Cerano, TAV, …, la strategia dello Stato in accordo con imprese e multinazionali è quella di utilizzare soldi pubblici per impoverire i territori, le popolazioni locali e le future generazioni su cui ricadranno le spese di oggi, al solo fine di garantire un mega affare in cui aziende, fondi di investimento, fondi pensione, ma anche banche e assicurazioni sono pronti a tuffarsi.

Il 17 maggio, a Salonicco ha avuto luogo una cerimonia di apertura ufficiale di inizio lavori del gasdotto, con il fine di far credere che ormai il progetto sia partito, rinforzando il solito mantra del “non si può più tornare indietro”. In realtà, in Italia, a quasi due anni dall’approvazione della valutazione di impatto ambientale (VIA), il consorzio registrato in Svizzera titolare del progetto non ha ancora nemmeno adempiuto alle prescrizioni vincolanti, necessarie a chiarire gli impatti del progetto sull’ambiente, sulla salute e sulla sicurezza del territorio salentino. Il TAP al momento non è altro che una scatola vuota, ma gli interessi economici e politici in gioco sono talmente forti che l’attenzione da parte della popolazione No Tap locale e non, da anni mobilitata contro la mega-opera, non può che restare altissima.

Sabato 21 maggio presso il Presidio Picapera di Vaie, in Val di Susa, è prevista una serata informativa: “Fermare il Tap si deve!” . Ore 19.00 apericena salentina, ore 21.00 proiezione del webdoc “Walking the line”.

Questa mattina ne abbiamo parlato con Mauro, del Comitato No Tap Lecce:

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