Torino, un bilancio della tre giorni contro le frontiere

Scritto dasu 21 Maggio 2016

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“Da Idomeni a Calais arrivano immagini di persone che premono per passare frontiere sempre più chiuse. Contemporaneamente gli Stati europei mettono in campo una ristrutturazione nella gestione interna dell’immigrazione attraverso nuove strutture di smistamento e acuendo il controllo nei centri della detenzione amministrativa.
Proprio per questo è necessario incontrarsi per discutere dei cambiamenti in corso.
Gli incontri vogliono sollevare alcuni nodi critici, teorici e pratici, e i limiti incontrati nelle lotte con i migranti e immigrati che, nell’ultimo anno in particolar modo, si sono sviluppati in varie parti d’Italia e non solo. Consci della difficoltà e della complessità di questo proposito, pensiamo sia necessario ricercare un confronto aperto non dettato da scadenze di lotta o impegni di movimento. In pratica sentiamo il bisogno di riprendere una discussione riguardo questi argomenti specifici, senza per forza dover trovare una sintesi di analisi e di intenti ma piuttosto un terreno di confronto fertile nel quale poterci ritrovare nei mesi a venire.”

Inizia così l’appello  per la partecipazione alla tre giorni torinese di discussione e lotta su e contro le frontiere.

Per una panoramica più generale riguardo la cosiddetta emergenza flussi e la ben più pragmatica necessità dell’Unione Europea e degli Stati che la compongono di controllare, gestire e selezionare gli immigrati in arrivo e per un racconto su moventi e obiettivi di questa tre giorni, abbiamo parlato con Antonio.

Ascolta l’intervista:

Tregiornicontro

Lunedi 23 maggio in mattinata abbiamo risentito Antonio per un resoconto e un bilancio della tre giorni, sia sui dibattiti che sulle iniziative pubbliche e la azioni compiute in città:

Unknown

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