Afrin. Iniziative di solidarietà a Torino

Scritto dasu 30 gennaio 2018

Ramoscello d’ulivo, l’attacco della Turchia al cantone di Afrin, continua. Uomini, donne e bambini restano sotto le macerie delle case bombardate.
L’esercito turco ha usato il napalm per bruciare i propri avversari, che sono decisi a resistere sino alla morte. Una giovane combattente è caduta per bloccare un tank turco.
I campi profughi, che ospitano le popolazioni curdofone, fuggite dopo la caduta della Comune di Aleppo, sono stati pesantemente bombardati. Missili e bombe non hanno risparmiato gli ospedali, rendendo sempre più drammatica la situazione di feriti e malati.
L’appello delle forze dell’autogoverno di Afrin al governo siriano affinché intervenga in difesa della regione pare cadere nel vuoto.
La richiesta turca di ritiro del contingente militare statunitense da Mabiji è stata respinta al mittente.
Pare tuttavia chiaro che gli Stati Uniti non sosterranno attivamente Afrin, ma resteranno alla finestra.

Ieri a Torino si è svolta un’assemblea cittadina che ha deciso due iniziative di solidarietà alla rivoluzione in Rojava.
Tra i temi che verranno messi in rilievo la presenza in Piemonte di fabbriche di armi che fanno buoni affari con la Turchia.

Il 5 febbraio, giorno dell’udienza concessa ad Erdogan da Jorge Bergoglio, in contemporanea con le iniziative in programma a Roma, a Torino ci sarà un presidio in piazza Castello dalle 16.
Domenica 11 febbraio è stato lanciato un corteo cittadino. L’appuntamento è alle 14 in piazza Carlo Felice.
Prossima assemblea martedì 6 febbraio alle 16,30 alla Cavallerizza.

Abbiamo intervistato Paolo – Pachino – Andolina, già combattente dell’Antifa Tabur in Siria.

Ascolta la diretta:

2018 01 30 pachino to per afrin


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