Tunisia, manifestazioni in tutto il paese contro il carovita e la povertà

Scritto dasu 10 gennaio 2018

A distanza di 7 anni dalla Rivoluzione dei Gelsomini – la rivolta che nel 2011 portò alla destituzione del rais Ben Ali – le piazze della Tunisia tornano a infiammarsi. Negli ultimi giorni massicce proteste hanno riempito le strade di diverse città tunisine, in particolare nelle zone più povere del centro e del sud del paese, scagliandosi contro il carovita e la marginalizzazione delle classi popolari.

Le manifestazioni di carattere spontaneo hanno preso le mosse dall’aumento dei prezzi di diversi beni in conseguenza dell’ultima legge finanziaria varata, ma si inseriscono in un contesto in cui – dal punto di vista sociale ed economico – ben poco è cambiato dopo la caduta di Ben Ali e in cui ciclicamente la protesta contro la povertà e la marginalizzazione torna ad affacciarsi sulle piazze.

Le manifestazioni di questi giorni si sono scontrate con una durissima repressione poliziesca e a Tebourba, a circa 40 chilometri da Tunisi, un manifestante di 43 anni sarebbe stato ucciso dalla polizia (che per ora ha negato, riferendo che l’uomo sarebbe morto per un malore causato dall’inalazione dei gas lacrimogeni). In diverse località del paese durante gli scontri sono stati presi di mira banche, commissariati e negozi.

Ne abbiamo parlato con Debora Del Pistoia, responsabile per la Tunisia per la testata online “Osservatorio Iraq – Medio Oriente e Nord Africa”:

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