Big Data, Facebook e il caso Cambridge Analytica

Scritto dasu 20 Marzo 2018

Ieri le agenzie hanno battuto la notizia del crollo in borsa della società di Mark Zuckeberg. Secondo gli analisti le ragioni dello scivolone di Facebook sono nella vicenda di Cambridge Analytica, una società di analisi politiche che ha lavorato alla campagna elettorale di Donald Trump e potrebbe aver contribuito alla sua vittoria.
Un’indagine del New York Times e del Guardian ha scoperto che Cambridge Analytica ottenne i dati personali di oltre 50 milioni di utenti di Facebook, per la maggior parte elettori statunitensi, violando le regole del social network. Gli articoli sono usciti poche ore dopo un post con cui Facebook aveva annunciato di avere sospeso gli account della società Strategic Communication Laboratories (SLC) e della divisione Cambridge Analytica.
Secondo il New York Times, Facebook sta minimizzando l’entità della violazione, e la quantità di dati personali ancora in possesso di Cambridge Analytica.
La guerra dell’informazione, condotta senza esclusione di colpi, ne conferma l’importanza strategica.
Una domanda sorge spontanea. Non staremo guardando al dito, per non vedere la luna?
Il problema è il “furto” di Cambridge Analytica o il monopolio di Facebook?

Ne abbiamo parlato con Daniele Gambetta, analista del web, collaboratore di Fanpage, esperto di big data.
Ne abbiamo profittato per un excursus su media, informazione autogestita, autonomia dei movimenti.

Ascolta la diretta:

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