Liberata la Open Arms

Written by on 17 aprile 2018

Il giudice per le indagini preliminari di Ragusa, Giovanni Giampiccolo, ha disposto il dissequestro della nave dell’ong spagnola Proactiva Open Arms, che era ferma nel porto di Pozzallo dal 18 marzo dopo aver soccorso 218 migranti in due diverse operazioni al largo della Libia.
La nave – attiva nel soccorso di migranti nel Mediterraneo centrale – era stata sequestrata su ordine della procura di Catania, guidata da Carmelo Zuccaro, nell’ambito di un’inchiesta per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e associazione a delinquere. Zuccaro si è imbarcato in una crociata contro le ONG, aperta da Beppe Grillo e perfezionata dal ministro dell’Interno Minniti.

Il 27 marzo il teorema di Zuccaro aveva subito un primo colpo dal gip di Catania Nunzio Sarpietro che aveva confermato il sequestro della nave, ma si era dichiarato non competente al livello territoriale per i reati contestati e aveva passato il fascicolo al gip di Ragusa. Sarpietro infatti aveva fatto cadere l’accusa di associazione a delinquere contro il capitano Marc Creus Reig e la coordinatrice dei soccorsi Ana Isabel Montes Mier, lasciando in piedi invece l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Questo elemento aveva fatto decadere la competenza territoriale del tribunale di Catania che ha una specifica autorità per i reati associativi.

Giampiccolo ha scritto che la Open Arms ha rispettato la regola di sbarcare i naufraghi in un porto sicuro, sostenendo che la Libia non offre garanzie. Il giudice ha riconosciuto che la Libia è “un luogo in cui avvengono gravi violazioni dei diritti umani (con persone trattenute in strutture di detenzione in condizioni di sovraffollamento, senza accesso a cure mediche e a un’adeguata alimentazione, e sottoposte a maltrattamenti e stupri e lavori forzati)”.

Marc Creus Reig e Ana Isabel Montes Mier rimangono indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, perché è riconosciuta una condotta di “disobbedienza alle direttive impartite” da chi coordinava i soccorsi, ma il sequestro della nave non è convalidato, perché il gip sostiene che i soccorritori abbiano agito in uno “stato di necessità”. Questa condizione fa decadere il reato di favoreggiamento per chi ha commesso un reato “costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave”.
La Open Arms andrà in riparazione e presto, in attesa della sua riparazione o dell’acquisto di una nuova imbarcazione, nel Mediterraneo, nel Mare di Mezzo veleggerà il veliero Astral.

Questa vicenda, nonostante il parziale ridimensionamento delle accuse, dimostra la volontà del governo di eliminare ogni presenza scomoda sulle rotte dell’immigrazione.
Come dimostra la stessa vicenda della Open Arms, il bastone del comando è in mano alla Marina Militare Italiana, che punta a far sì che le operazioni in mare siano gestite dalla guardia costiera libica.
Nei fatti si ritorna ai respingimenti di massa, vietati dai trattati internazionali, e, perciò, nascosti sotto la foglia di fico dei soccorsi dei libici.

I migranti, che sanno quello che li aspetta, quando vedono i libici si gettano in mare.

Ce ne ha parlato Riccardo Gatti responsabile italiano della ONG spagnola.

Ascolta la diretta:

2018 04 17 gatti open arms


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