Di Maio, il “ddl dignità” e le lotte dei rider

Scritto dasu 20 giugno 2018

“Decreto dignità”: con questa formula il ministro del lavoro Luigi Di Maio ha annunciato nei giorni scorsi un pacchetto di provvedimenti per contrastare la precarietà lavorativa di quanti sono inquadrati tramite piattaforme digitali, applicazioni e algoritmi; primi tra tutti i riders, che da tempo si stanno mobilitando in varie parti d’Italia contro lo sfruttamento imposto dalle grandi aziende del food delivery.

La bozza del decreto – pubblicata sul Sole 24 Ore – comprende buona parte delle rivendicazioni emerse dalle lotte dei rider (ma anche diverse criticità), e il condizionale è per ora d’obbligo, soprattutto perché attorno ai fattorini delle consegne a domicilio si stanno addensando molti tentativi di cavalcarne dall’alto la mobilitazione. All’annuncio di Di Maio è comunque seguita la reazione scomposta dell’amministratore delegato di Foodora Italia, Andrea Cocco, che ha commentato stizzito che se il Ddl dovesse entrare in vigore, la sua azienda sarebbe costretta a lasciare l’Italia. In seguito lo stesso Cocco è stato costretto a fare marcia indietro sulle sue dichiarazioni.

Abbiamo commentato il contenuto della proposta e i contorni della vicenda con Riccardo, rider di Torino:

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