Concime velenoso. Per legge

Scritto dasu 6 novembre 2018

Nel decreto Genova, da poco approvato alla Camera si annida il via libera ad utilizzare i fanghi di depurazione per concimare i campi.

Vengono elevati sia i limiti di diossina, che quelli degli idrocarburi nei fanghi prodotti dai depuratori che vengono utilizzati come concime nei campi. Ne deriva un serio rischio per la nostra salute, poiché queste sostanze dannose possono entrare nel nostro ciclo alimentare.

L’emendamento «prevede che nei fanghi di depurazione da spargere nei campi ad uso agricolo possano essere presenti PCDD e PCDF (diossine) Pcb (policlorobifenili) Toluene, Selenio ed Ipa (idrocarburi policiclici aromatici)».

Le direttive europee non stabiliscono invece dei limiti perché gli scarichi civili e i fanghi provenienti dalle abitazioni non dovrebbero in teoria contenerne. L’UE però precisa che i fanghi utilizzati in agricoltura devono essere concimanti e non possono essere inquinanti.

Ma non è finita qui.

Infatti nel decreto l’articolo 41 prevede che la misurazione per rilevare il livello degli idrocarburi non venga effettuata sulla “sostanza secca” ma sul “tal quale” ovvero un campione al quale può essere aggiunta acqua riducendo quindi la concentrazione degli idrocarburi presenti. Il problema è che lo smaltimento dei fanghi in discarica rappresenta un costo mentre è molto più economico destinarli all’uso agricolo. Il decreto emergenze di Toninelli individua un’emergenza nell’effetto prodotto delle sentenze del TAR in seguito ai ricorsi di una sessantina di comuni contro lo sversamento dei fanghi di depurazione sui terreni agricoli. Invece che risolvere il problema stabilendo dei limiti o imponendo di smaltire i fanghi nel modo meno inquinante possibile il decreto finisce per agevolare le società che gestiscono gli impianti di depurazione a tutto svantaggio dei cittadini.

Ne abbiamo parlato con Marco Tafel.

Ascolta la diretta:

 

 


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