Il nome della Macedonia

Scritto dasu 25 Gennaio 2019

Non è una questione di lana caprina, c’è un fondamento storico nelle dispute su chi sia più macedone e chi possa accreditarsi l’eredità di Alessandro, ma soprattutto nelle culture delle genti coinvolte in infiniti e ripetuti pogrom, deportazioni, coabitazioni, società multietniche sovvertite da successivi sovranismi si indovina un’inquietudine che affonda nella dissoluzione dell’impero ottomano: in Siria e Iraq vediamo quali strascichi riservi ancora adesso l’Accordo Sykes-Picot, nell’estremo Ovest dell’impero si esplica con le ottuse incursioni in centri sociali greci da parte di Alba Dorata, o in manifestazioni a Skopje e dall’altro lato a Thessaloniki per attribuirsi la vera macedonicità… senza contare il rischio per Tsipras, sopravvissuto al tradimento della volontà popolare, alla trojka e ora passato per il rotto della cuffia  da un parlamento riottoso al pensiero che potesse esistere una Macedonia non greca (nell’impasse che ha preceduto il sì di Atene ha rischiato di avere la peggio il governo, che ha superato a fatica la prova della fiducia dopo l’uscita dalla coalizione del partito Anel dei Greci indipendenti dell’ex ministro della Difesa Panos Kammenos), con il 70% dei greci che vedono come il fumo negli occhi l’esistenza di una Macedonia che non sia quella ellenica; peraltro anche i nazionalisti dall’altro lato non hanno approvato l’accordo ratificato nell’estate 2018 – e proprio oggi passato anche al parlamento greco, sancendolo definitivamente.

Il nazionalismo si manifesta in luoghi dove nessuno può dichiararsi unico esponente autoctono di una terra per sua natura crogiolo di etnie e crocevia di incontri, rimescolamenti e poi allontanamenti e scontri e guerre… Il centro dei Balcani da dove sono transitati tutti, ma soprattutto hanno avuto la loro casa molti popoli diversi e mescolatisi per certi periodi di pacifica convivenza. Eppure non è pensabile immaginare (per fortuna!) come altrove che i due nazionalismi arrivino a pretendere un irredentismo unitario delle due Macedonie e questo ha una sua ragione inequivocabile proprio in quella composizione multietnica, che ci ha illustrato con precisione documentata e dettagliata passione Francesco Mangiapane:

Macedonia


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