Antisemitismo in Francia: la République contro i proletari

Scritto dasu 23 Febbraio 2019

Nella notte tra lunedì e martedì, più di 80 tombe sono state profanate nel cimitero ebraico di Quatzenheim, vicino a Strasburgo, con croci uncinate a firma Elsassischer Schwarzen Wolfe, gruppo autonomista noto negli anni ’70. Di alcuni giorni prima la provocazione contro il filosofo ebreo Alain Finkielkraut durante un rassemblement dei Gilet Jaunes a Parigi. In mezzo, numerose altre espressioni di antisemitismo in Francia, la cui matrice è principalmente di estrema destra: dalla svastica disegnata su un ritratto di Simone Veil, alla scritta “Juden” sulla vetrina di un negozio, alla profanazione del luogo della morte di Ilan Halimi, torturato e ucciso nel 2006 perchè ebreo.

Macron si è subito prodigato nel recuperare politicamente la situazione, indicendo le manifestazioni di martedì scorso. L’antisemitismo è diventato così il pretesto per fomentare una ritrovata unione nazionale sotto l’egida di un governo fino ad oggi fortemente in crisi. Come denunciato in una delle poche analisi critiche, le manifestazioni di martedì scorso, facendo precisamente il gioco degli antisemiti, sono uno strumento nella guerra della République contro i proletari, oggi accusati di essere portatori di un odio antisemita.

Questa mattina abbiamo cercato di dipanare la complessa matassa del contesto sociale francese in merito alla recente ondata di antisemitismo con Robert, un compagno che si trova a Parigi:

 

 

 


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