Gilets jaunes, tra lotta, assemblee e repressione

Scritto dasu 5 Febbraio 2019

Il movimento dei Gilets Jaunes continua a riempire le strade di Francia. I tentativi di trasformarlo in una lista elettorale sono sinora falliti, mentre l’assemblea delle assemblee che si è tenuta sabato 26 gennaio a Commercy, una cittadina dell’est francese, è stata un momento importante di confronto e lotta. Vi hanno partecipato circa 400 persone, tra osservatori e delegati con mandato imperativo delle tante assemblee locali. Ne è emersa la volontà di coordinamento, nel rispetto delle differenti istanze locali, su base assembleare, senza deleghe permanenti.

Il sabato successivo c’è stata una marcia a Parigi contro la violenza poliziesca e la repressione. L’uso delle granate stordenti ha prodotto centinaia di feriti e numerosi mutilati: chi ha perso un occhio, chi una mano. Queste armi “non letali” si dimostrano molto pericolose.

Sono migliaia le persone fermate e denunciate in occasione delle manifestazioni e stanno fioccando le prime condanne.

Il governo dal canto suo ha promosso nuove leggi repressive, trasformando alcuni provvedimenti tipici dello stato di emergenza in norme ordinarie. Si tratta di misure che in Francia venivano applicate solo ai tifosi e oggi vengono proposte per reprimere le lotte sociali: divieti ed obblighi di dimora, firma in commissariato durante le manifestazioni, etc. In Italia fanno parte da lungo tempo dell’apparato repressivo dello Stato.

Oggi i principali sindacati hanno indetto sciopero generale sulle parole d’ordine dei Gilets Jaunes.

Ne abbiamo parlato con con Gianni Carrozza redattore di Radio Paris Plurielle, dove conduce “Vive la sociale!”

Ascolta la diretta:


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