Caso huwaei: perché fa cosi paura il 5G?

Scritto dasu 14 Marzo 2019

Dopo l’arresto in Canada su richiesta statunitense di Meng Wanzhou, direttore finanziario e erede dell’impero delle telecomunicazioni Huwaei, nel dicembre scorso, le tensioni legate alla progressione nel campo dell’hi-tech della Cina sono diventate di dominio pubblico. Huwaei non è infatti che la punta visibile di un immenso iceberg che si chiama sorpasso tecnologico della Cina sugli Stati Uniti. La storia insegna che nessun paese perno di un ciclo di accumulazione capitalistica ha passato il testimone dell’egemonia senza combattere con ogni mezzo per restare al suo posto. Si tratta di una guerra già guerreggiata se non nel campo militare sicuramente in quello economico e tecnologico. In questa prospettiva vanno lette le reazioni virulente dell’amministrazione americana alla possibilità che alcuni paesi europei usino come vendor della della tecnologia 5G l’azienda a oggi più avanzata in questo campo, la huwaei, accusata di copiare tecnologie statunitensi o di voler usare l’infrastruttura di rete come cavallo di troia per attacchi informatici. Il tutto s’inserisce quindi nel quadro più ampio di un peculiare espansionismo imperialista cinese con la cosiddetta “Nuova via della seta” ma anche con le vaste operazioni di land grabbing in Africa a cui gli USA stanno reagendo con la strenua difesa del ruolo del dollaro e una guerra dei dazi ancora ai suoi prodromi.

Ne abbiamo parlato con Vincenzo Comito, economista

 


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