Via della Seta made in Italy – un excursus prima del memorandum

Scritto dasu 17 Marzo 2019

Il Memorandum Italia-Cina sulla Via della Seta sta dominando il panorama politico italiano tra spinte pentastellate e frenate leghiste. Il tutto sotto l’occhio attento degli Stati Uniti pronto a colpire chiunque si mostri troppo ospitale con Xi Jinping e il suo entourage.

Insieme a Simone Pieranni, fondatore del blog ChinaFiles e collaboratore de Il Manifesto, analizziamo le tappe che caratterizzano l’avanzamento della Repubblica Cinese nei vari paesi interessati nella Via della Seta.

Instaurazione di zone a statuto speciale, concessioni esclusive e trappola del debito, nuove alleanze e rinegoziati. Da Trieste a Gibuti, dall’Algeria al Venezuela gli investimenti del Dragone non sembrano avere limiti di sorta, dalla sicurezza informatica alle telecomunicazioni, e vanno difesi sia economicamente che militarmente, in mare come a terra, con formazioni di agenzie di sicurezza cinesi (vere e proprie formazioni paramilitari) esportate nei paesi più instabili come in Africa o con l’apertura di nuove basi militari e navali.


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