Gilets Noires e Gilets Jaunes

Scritto dasu 21 Maggio 2019

I Gilets Noires, a centinaia hanno occupato domenica scorsa il terminal 2uno degli scali dell’aeroporto Charles De Gaulle a Roissy per protestare contro le deportazioni che vi vengono effettuate.
I collettivi dei Gilet Neri, cui partecipano immigrati per lo più africani che vivono in strada e dei vari centri d’accoglienza della regione parigina e il gruppo di solidali del quartiere la Chapelle, hanno intrapreso l’azione per fermare le deportazioni e sostenere la richiesta di documenti per tutti.
Hanno chiesto di parlate con l’amministratore delegato di Air France e con il primo ministro Edouard Philippe.
Non si è trattato di una contestazione simbolica, perché l’aeroporto è insieme l’avamposto e la retrovia della guerra ai senza carte e a tutte le persone che le politiche governative hanno trasformato in irregolari. In 500 hanno preso il treno, raggiungendo insieme l’aeroporto. Dopo un parapiglia con la polizia hanno ottenuto che una delegazione si incontrasse con l’amministratore delegato di Air France.

I Gilets Jaunes continuano la lotta mentre la repressione si fa sempre più forte. Il movimento il cui nerbo sono le rotonde automobilistiche, divenute punto di incontro, conoscenza ed organizzazione delle lotte in aree del paese, dove sono scomparsi i più banali punti di riferimento, come i bar di paese.
Dopo la durissima repressione di piazza del Primo Maggio e i tentativi falliti di ulteriore criminalizzazione del movimento, la pressione disciplinare si è un po’ allentata. In giugno è prevista un’assemblea generale dei Gilets Jaunes nrl cuore della Francia profonda.
Le elezioni europee sono imminenti e i sondaggi danno in vantaggio per un incollatura la destra sovranista di Marine Le Pen.
Ne abbiamo parlato con Gianni Carrozza di Radio Paris Plurielle, dove conduce “Vive la sociale!”.

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