“Come un canile”. News dal CPR di Torino

Scritto dasu 10 Luglio 2019

Abbiamo provato a fare un po’ di chiarezza intorno alla vicenda della morte di un ragazzo, la seconda dal 2008, all’interno del CPR di Corso Brunelleschi, avvenuta il 7 luglio ma resa nota soltanto il giorno seguente. Morte “naturale” in un luogo artificiale, oltre le stesse regole del diritto che invoca per la sua esistenza, sovrastato da un cono d’ombra, dentro il quale spariscono vite senza nome, corpi marciscono al sole, abbandonati a se stessi per giorni, come rifiuti. I CPR sono luoghi di morte, dove lo stato esibisce massima crudeltà ed indifferenza che devono essere chiusi.

Undici anni fa, dopo che un compagno era morto per una sospetta polmonite i reclusi dell’allora CPT torinese, urlavano: “Qui siamo come in un canile, dove se abbai nessuno risponde”. La situazione da quel maggio 2008 non è cambiata. Rispondono a quegli “abbai” soltanto i solidali che continuano a fendere il buio e il silenzio. Il trattamento che la polizia riserva a chi si avvicina per gridare “assassini”, è lo stesso al quale si affida per sedare i reclusi che urlano “libertà”.

Qui la diretta


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