“Si sono portati via tutto, anche la paura”

Scritto dasu 26 Ottobre 2019

Il titolo proviene da una affermazione fatta in una di queste lotte e vale per tutte nel suo significato che spiega il motivo per cui i manifestanti non recedono e stanno dando vita a proteste che non smobilitano mai, nonostante feroci repressioni (che si alternano a tentativi di dividere, blandire, promesse…), perché quando non si ha nulla da perdere, non si può avere paura.

Il momento contingente mondiale ci ha suggerito questa mattinata improntata al tentativo di restituire una fotografia di questi tanti sparpagliati movimenti insorti contro i risultati del neoliberismo avanzato (e infatti il luogo più rappresentativo in questo senso è Santiago del Cile), dell’arroganza del potere che intende perpetuarsi uguale (Bolivia, Guinea), dell’oppressione di un regime che non può immaginare dissenso (Hong Kong); ribellione ai giri di vite economici in paesi che, come suggeriva “Il Sole 24 ore” di venerdì 25 ottobre,sono diventati autunni arabi per l alunghezza della protesta (e la quantitò di sangue versato) senza che i media occidentali se ne occupino come per la novità del 2011. Abbiamo riscontrato aspetti comuni e segnalato differenze di situazioni e resistenze… ma soprattutto rimane l’istanza forte di non recedere, così oggi si era in piazza a Beirut e Baghdad (e in questa analisi di Antonella De Biasi si ritrova il tentativo di capire da dove scaturisce la ribellione libanese al di là della tassa su WhatsApp e la miseria ancora più disperata dell’Iraq)

Tratti comuni e differenze nelle ribellioni a Beirut e a Baghdad

Ma ci siamo anche spostati a rivedere di nuovo a che punto è il movimento che si contrappone all’impero cinese a Hong Kong, con Gabriele Battaglia:
Diversità del movimento hongkonghese

E poi oggi, 25 ottobre 2019, un milione di cileni hanno dato vita a un cacerolazo anche durante il coprifuoco, ma anche camion a passo d’uomo sulle autopistas, imponenti e festosi cortei subentrano ai saccheggi che hanno restituito ai proletari ciò che il più sadico sistema di assenza di welfare, di servizi tutti privatizzati, di acqua sottratta (i fiumi deviati e privatizzati).

Abbiamo cercato di restituire il racconto e l’analisi con Alfredo Luis Somoza– ora a Buenos Aires per raccontare elezioni che sostituiranno il campione del Fmi, che ha causato un nuovo saccheggio dello stato
Somoza – Argentina

ma ci ha parlato delle sospette manovre di Evo Morales per rimanere ancora per la quarta volta al potere in Bolivia
Somoza – Bolivia

e poi anche, attraverso accenni all’Ecuador – di cui abbiamo già a lungo parlato nelle scorse settimane – del Cile
Ecuador – Bolivia – Cile

Il racconto del Cile di Alfredo si è alternato anche con l’intervento di Diego, un compagno a Torino da dieci anni, ma con molti contatti e informazioni dirette di quanto sta capitando in Cile:
Tutto è privatizzato

Alfredo ci aveva riportato queste impressioni riguardo al movimento cileno:
Somoza – Cile

e poi abbiamo lasciato il continente americano con ancora alcune osservazioni appassionate di Diego:
Trasporti e dipendenza dal petrolio

E da ultimo un’altra situazione simile ma molto distante geograficamente l’abbiamo trovata insieme a Cornelia Toelgyes in Guinea Konakry:
Alpha Condè, 81 anni, anche perseguitato dal potere e ora attaccato alla poltrona


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