Gilet Jaunes. Un anno di lotte

Scritto dasu 19 Novembre 2019

Oramai da un anno in Francia vanno avanti le lotte dei Gilet Jaunes, nonostante una repressione durissima con migliaia di arresti e decine di feriti, anche gravi, e la dichiarazione dello stato di emergenza, durato per mesi, che ha imposto uno stato di eccezione permanente.

Nonostante la decisione di ritirare la proposta di aumento del prezzo della benzina, detonatore delle protesta, la lotta è proseguita ad oltranza. Queste lotte si sono allargate al contrasto delle riforme del lavoro, il pacchetto di legge così detto XXL, che elimina le tutele per i lavoratori dipendenti facilitando i licenziamenti per ragioni di ristrutturazione aziendale.

Un movimento – quello dei Gilet Jaunes – che tocca settori sociali e politici differenti tra loro, dall’ambito urbano a quello rurale, unendo l’opposizione a misure che tentavano di scaricare sulle fasce popolari il costo della crisi ecologica – le tasse sui carburanti colpivano i pendolari ma non si toccavano minimamente i grandi inquinatori come le compagnie aeree o di navigazione o il trasporto di merci – alla richiesta di forme di democrazia diretta. Alcune di queste proposte sono certamente di stampo riformista, come l’introduzione dei referendum popolari, mentre altre vanno nella direzione della creazione di assemblee autonome e di assemblee di assemblee, come l’ultima di Montpellier il quattro di novembre, che pongono al centro l’opzione della democrazia diretta e del comunalismo libertario, richiamandosi sia alle teorie di Bookchin che alle esperienze del Rojava e quelle municipaliste in Francia negli anni passati. Un elemento di rottura verso l’attuale assetto istituzionale e che apre a nuove prospettive in senso autogestionario.

I tentativi di formalizzare il movimento nella forma partito – magari anche di nuovo tipo come il Movimento Cinque Stelle in Italia – sono state messe da parte dall’emergere di proposte di stampo extra-istituzionale.

Ne abbiamo parlato con Gianni Carrozza, redattore della Radio Paris Plurielle, dovem conduce “vive la sociale!”

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