Grecia: la lotta contro la repressione

Scritto dasu 19 Novembre 2019

L’anniversario della rivolta del Politecnico di Atene del novembre 1973 quest’anno è stato segnato dalla mobilitazione di migliaia di studenti contro la legge che toglie l’immunità alle scuole alle università.

L’immunità faceva si che la polizia – o l’esercito – potessero intervenire solamente dopo una richiesta formale del rettore e non intervenire in autonomia. Questa riforma di chiaro stampo repressivo si inserisce nel quadro attuale che vede le autorità elleniche desiderose di chiudere i conti con i movimenti sociali che in questo lungo decennio hanno visto la mobilitazione di stampo autogestionario di ampi settori delle classi popolari: lo sgombero delle occupazioni che avevano il loro focus sui migranti, gli arresti e la tortura di coloro che avevano occupato il consolato Turco di Salonicco, l’irruzione della polizia nell’università di Atene alla ricerca di armi e per colpire esplicitamente gli spazi di autorganizzazione.

Sono tasselli di un unico mosaico.

Il 10 novembre la polizia ha ordinato la chiusura dell’università nella settimana precedente alle manifestazioni del 17 novembre, venendo accontentata dalla dirigenza dell’ateneo. Il giorno successivo gli studenti hanno spalancato i cancelli riappropriandosi degli spazi venendo immediatamente attaccati dalle forze dell’ordine.

Le manifestazioni di Atene hanno visto migliaia di persone in piazza per ricordare la rivolta del ‘73 e per manifestare contro la repressione degli ultimi anni. Contemporaneamente la polizia ha invaso in forze il quartiere di Exarchia, nella notta tra il 17 e il 18 novembre, attaccando gli spazi occupati ed effettuando una novantina di arresti.

Ne abbiamo parlato con Dario, un compagno che da anni segue le vicende greche

Ascolta la diretta:

 


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