Davos. ll gioco a somma zero dell’economia

Scritto dasu 21 Gennaio 2020

Quest’anno si è giunti al cinquantesimo vertice di Davos, in Svizzera. Una specie di Country Club, quei ritrovi della grande borghesia britannica dove i possidenti potevano discutere in pace di affari, per l’élite di super-ricchi, un vertice che da qualche anno ha aperto le sue porte anche ai capi di governo. Dal 2014 in concomitanza con questo incontro viene pubblicato il rapporto Oxfam sullo stato delle diseguaglianze economiche nel mondo. Un rapporto che certifica come la diseguale distribuzione della ricchezza sia in costante aumento e come questa sia un carattere strutturale della società capitalista: i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.

Guardando all’Italia il 20% della popolazione più ricca controlla il 70% della ricchezza del paese, il 70% della popolazione più povera ne controlla solo il 13%. Tre miliardari italiani, Ferrero, Del Vecchio e Armani hanno, insieme, una ricchezza maggiore del 10% della popolazione più povera.

Quest’anno il rapporto si è concentrato anche sul lavoro di cura, non pagato, caratterizzato da una forte componente femminile, ma fondamentale per la riproduzione della società: questo lavoro non retribuito varrebbe circa diecimila e ottocento miliardi. Ma la stessa ricchezza è distribuita su linee di genere: mediamente gli uomini possiedono il 50% di ricchezza in più delle donne.

Si è anche certificato, se ci fosse bisogno di ulteriore conferma, come “l’ascensore sociale” sia sostanzialmente bloccato: le persone più ricche sono figlie dei più ricchi della generazione precedente. Il figlio di un dirigente, a parità di titolo di studio, guadagna il 20% di più del figlio di un impiegato.

Il rapporto Oxfam si limita a una generica denuncia, in nome di un “capitalismo etico”, ma dimentica un dato fondamentale: l’economia è un gioco a somma zero, se qualcuno guadagna, qualcun altro perde.

Il vertice di Davos quest’anno cerca anche di darsi una tinta verde: Greta Thunberg aprirà il vertice, i partecipanti arriveranno su auto elettriche. Dopo essere atterrati al più vicino aeroporto con i loro jet privati, tra i più inquinanti mezzi di trasporto al mondo.

Ascolta la diretta con Francesco Carlizza, economista


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