Trump completa il piano Balfour dopo un secolo di sionismo

Scritto dasu 30 Gennaio 2020

«The Deal of the Century», la prosopopea smargiassa di Trump si permette enormità che anche solo pochi anni fa sarebbero state considerate ridicolaggini, o proposte innominabili… così lascerebbe trasparire il “Washington Post” nel suo editoriale odierno, anche se poi, andando a vedere nelle pieghe della storia insieme a Amedeo Rossi, alcune perle si possono far risalire anche a presidenti considerati progressisti. Quello che forse può apparire innovativo è il fatto che in quest’ultimo teatrino gli Usa hanno gettato la maschera, dimostrando di non essere (mai?) super partes, ma megafono delle posizioni sioniste, come ora è palese, visto che una delle due parti non è stata nemmeno consultata. E nonostante questo gli ultraortodossi rifiutano il regalo di Kushner e Mbs, un finanziatore di coloni e un rampollo saudita assassino di giornalisti, neanche quel bantustan a macchia di leopardo disegnato con improbabili tunnel dalla striscia di Gaza è tollerabile per i coloni; e anche per la minoranza – ma non troppo – russa (e infatti anche da Putin non vengono reazioni negative). Anche se già solo un accordo del genere sarebbe la fine di ogni speranza di affrancamento della nazione palestinese.

Ciò che è più grave è che in questo modo si crea il precedente che vede sancire un’occupazione militare, riconoscendo lo status quo e avvallando il diritto del più forte. Non è un caso quel diritto era stato bandito dal consesso internazionale dalla fine di una guerra che aveva visto soccombere sovranisti, nazionalisti, fascisti… quel pensiero ora al potere un po’ dovunque nel mondo. E proprio su questa complessità geopolitica e sull’assenza di leadership palestinese gioca l’amministrazione Trump, forse ancora di più che sulla tradizionale divisione del mondo arabo, e sull’isolamento dell’Iran. Anche se l’assenza di diplomazia nelle mosse americane mettono in difficoltà i maggiori alleati degli Usa in Medio Oriente. Senza considerare quanto le considerazioni su Gerusalemme risultano produzione di ignoranti o banditi.

Andando a sgattare in fondo si finisce con sancire ancora una volta che tutto è regolato da rapporti economici, sudditanze, alleanze che esulano dalla materia in sé e producono complicità devianti, pastette immorali, dimostrazioni di gratitudine reciproca sulla pelle dei soliti palestinesi… e con lucidità e conoscenza Amedeo Rossi ci aiuta a scoperchiare ogni truffa nascosta in questi punti dell’accordo proposto:

La lucidità per cogliere la prepotente sicumera con cui si affronta la questione israelo-palestinese

 


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