Antisemitismo. Le radici dell’odio

Scritto dasu 11 Febbraio 2020

In queste ultime settimane si sono moltiplicati i gesti intimidatori nei confronti di persone di origine ebraica nel nostro paese. L’antisemitismo, rimasto a lungo sottotraccia, riemerge sulla scena pubblica in modo esplicito. Ma in realtà da tempo è la trama sottesa del diffondersi a macchia d’olio di teorie del complotto. Importante, anche se taciuto e nascosto, nel diffondersi dell’antisemitismo, è stato anche il ruolo della chiesa cattolica.

Fino a pochi anni fa nelle messe erano presenti invocazioni alla scomparsa del popolo ebraico, accusato di deicidio. Nonostante gli ultimi papati abbiano per certi cambiato direzione sull’antisemitismo questo è sedimentato in secoli di persecuzioni di matrice cattolica.

A questo antisemitismo tradizionale si è aggiunto l’antisemitismo di estrema destra che sosteneva che i movimenti rivoluzionari di essere sottoposti a occulti manovratori ebraici.

I ricordi istituzionali, come quelli del 27 gennaio, mascherano la realtà: l’antisemitismo, insieme ad altre forme di razzismo, è ancora ben diffuso, spesso anche in ambienti che dovrebbero contrastarlo. L’ipotesi del grande complotto ebraico è sempre una buona scusa e un buon velo per nascondere le reali strutture del dominio. L’antisemitismo fa comodo in tempi di grande paura, permette di dare una falsa ma semplice spiegazione del perchè si sia sempre più polveri. La responsabilità non è più dei padroni e dei governanti ma di un qualche perfido complotto giudaico.

Ascolta la diretta con Paolo Finzi, della rivista A

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