Idlib, il superamento della guerra per procura

Scritto dasu 13 Febbraio 2020

Abbiamo cercato di fare il punto su quello che può essere davvero l’atto finale della guerra siriana: la battaglia di Idlib, dove sono coinvolte molte milizie diverse, molte strategie diverse, che vedono impegnate potenze locali e superpotenze, in particolare la Russia, anche se in realtà anche gli Usa non si sono effettivamente ritirati.

Soprattutto il bullismo di Erdogan rende lo scenario fosco, perché nella sua pretesa di ricreare l’impero ottomano ha bisogno di incrementare la sua presenza in Siria e inoltre usa le truppe jihadiste come mercenari, spesso in divise dell’esercito turco (sia in Siria che in Libia); inoltre comincia ad avere qualche problema interno per i primi caduti turchi nella sua guerra aperta contro l’odiato Assad, in questo momento in cui ormai la guerra non è più per procura… e in questo modo la posizione di Erdogan potrebbe irritare Putin, minacciando di stracciare gli accordi di Soci. Anche i curdi che hanno finora sostenuto l’onere della lotta all’Isis – che rappresentava gli interessi turchi – ed è stato costretto a ritirarsi in seconda linea, cercano di arrivare a ottenere la loro parte, magari partecipando con Assad e i russi, subentrati agli americani nella difesa dei curdi, all’operazione di stilare una nuova costituzione siriana.

Ne abbiamo parlato con Antonella De Biasi, esperta analista di quanto avviene nell’area e attenta alle vicissitudini del popolo curdo (protagonista del suo libro, citato nell’intervista), un popolo che farà una manifestazione a Roma a sostegno di Ocalan, il 15 febbraio (anniversario della sua cattura).

La partita a scacchi di Idlib

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