Aggiornamenti dalla Svizzera

Scritto dasu 25 Maggio 2020

Parliamo con Dimitri, un compagno di Neuchatel sulla situazione in Svizzera in periodo di pandemia. Il 16 marzo c’è stato un semi-deconfinamento generale e l’11 maggio la riapertura delle scuole. Lo stato di emergenza non ha fatto altro che accentuare le problematiche già esistenti

nei confronti dei lavoratori precari, migranti senza permessi di soggiorno, così come le discriminazioni di genere.

Non c’è stata in tutta la Svizzera una chiusura dei mezzi di produzioni come in Italia. Il governo federale ha forzato le autorità italofone e francofone (Ticino, Ginevra e Losanna) a lasciare aperti i cantieri e le fabbriche per poter mantenere l’economia più aperta possibile. Tuttavia, nella zona francofona pressioni sindacali hanno ottenuto la chiusura di alcuni settori di produzioni non essenziali, come l’orologeria. La Svizzera tedesca, più ricca, ha invece rafforzato ancor di più le politiche liberali.

La pandemia ha inoltre evidenziato le falle di un sistema sanitario che poggia ancora molto sul privato, quando il governo è più interessato a portare avanti i propri interessi capitalisti a livello internazionale nel campo dell’industria farmaceutica e bancaria.

 

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