neurocentrismo e dipendenze

Scritto dasu 22 Giugno 2020

Radio Blackout a sostegno della campagna Support, don’t Punish (https://supportdontpunish.org/)
Il Dipartimento delle Dipendenze di Padova ha preso in esame 30 cocainomani e 30 dipendenti da gioco d’azzardo sottoponendoli a stimoli magnetici. Questo esperimento abbraccia le politiche meccanicistiche di lotta alle dipendenze circoscrivendo il problema al solo approccio neurologico, cercando le soluzioni nell’ambito farmacologico per reprimere gli impulsi stimolanti del cervello.Neurocentrismo e neuroriduzionismo, le ricadute nella ricerca ...
Ma il neurocentrismo nega tutti gli aspetti altri che portano e generano le dipendenze, non indaga sulle cause e sul malessere delle persone, limitandosi a reprimere i meccanismi celebrali che generano l’addiction, portando risposte semplicistiche di azione/reazione a comportamenti inusuali che nascondono dinamiche e storie molto complesse. 
Eppure già in passato questo metodo scientifico era stato screditato da diversi esperimenti che riguardavano la dipendenza da eroina, in particolar modo il Rat Park condotto negli anni ‘70 che evidenziava come l’uso delle sostanze sia strettamente collegato alle condizioni di vita e non sia determinato da un comportamento autotelico. 
L’approccio neurocentrico nello studio dei comportamenti legato alle dipendenze si staglia in un ottica pragmatista della cura, che fa dell’uso di sostanze una malattia da curare e del drogato un paziente da scomporre in meccanismi neuro-fisici.
Ricordiamo l’appuntamento di venerdi 26/6 con Support, don’t Punish
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