Il sequestro di Casapound è uno specchietto per allodole: non finisce qui

Scritto dasu 5 Giugno 2020

Ieri, 4 giugno 2020, lo stabile di via Napoleone III a Roma che ospita la sede storica di Casapound è stato messo sotto sequestro. Quell’immobile è occupato da sedici anni, e ora è partito un procedimento contro 16 persone afferenti al gruppo neofascista per associazione a delinquere con finalità razziste e occupazione abusiva. Anpi e sindaca (M5s) esultano contendendosi i meriti, ma stanno in realtà agendo sul piano mediatico contro l’occupazione, per la legalità e non contro l’organizzazione fascista in sé. Nella logica di controllo territoriale dei quartieri, il possibile sgombero della sede sarà sicuramente un colpo logistico notevole per le attività del gruppo, ma non c’è nulla da festeggiare: i neofascisti hanno mostrato radicamento anche in altri quartieri (vedi la recente occupazione a Ostia), nonché anche 26 stabili di compagni sono sotto sgombero a Roma.

Ne abbiamo parlato con Alberto di Azione Antifascista Roma Est. Ascolta la diretta:

 


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