Popoli resistenti: saharawi, curdi, palestinesi

Scritto dasu 29 Gennaio 2021

A partire dall’intervento di Trump che riconosce la sovranità marocchina sul territorio delimitato dal suo stesso muro, costruito da Israele, a cui si aggiunge il dato che vede rapporti commerciali e militari tra il regno alawida e lo stato di apartheid di Tel Aviv, si è ragionato con Tullio Togni riguardo a potenziali comunanze – evidenziando anche le eventuali differenze – tra lotte di autonomia e indipendenza che combattono da più di 40 anni per raggiungere affrancamento da colonialismo e occupazione: saharawi, curdi e palestinesi hanno molti tratti che assimilano le loro vicende.

Emergono innanzitutto le modalità di percezione dei territori occupati (Sahara occidentale, Palestina, territori curdi) da parte delle grandi potenze, nel momento in cui li usano per fare operazioni diplomatiche, agendo sullo scacchiere mediorientale per sostituire equilibri precari, sbilanciando a favore di fazioni determinate il diritto internazionale. Le rivendicazioni sono in parte diverse, ma si riscontrano costanti, come la resistenza, la laicità – almeno in partenza – e il progressismo; il loro problema nasce da frontiere imposte dal colonialismo che divide territori senza considerare le istanze di chi li abita; in tutt’e tre i casi le loro disgrazie discendono da trattati disattesi. Vulnus del diritto internazionale, che ha prodotto campi profughi per intere esistenze. Questo produce uno stato-nazione alla radice dei loro problemi, e infatti i curdi del Rojava hanno cominciato a immaginare una comunità alternativa… mentre i loro oppressori a loro volta sono accomunati da sistemi repressivi e valutabili come fascisti.

Qui potete seguire i ragionamenti fatti da Tullio Togni, ipotizzando comunanze e differenze tra i tre popoli resistenti e potenziali nuovi modelli di comunità liberate da gioghi coloniali e afflati nazionalisti

“Comunanza dei destini curdi, saharawi, palestinesi”.


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