Novara

Il primo agosto si è svolto un presidio No F35 a Cameri, di fronte all’ingresso dello stabilimento, dove sono in fase di assemblaggio 6 (forse 8) F35, i cacciabombardieri “invisibili” prodotti dalla statunitense Loockeed Martin, in joint venture con l’italiana Alenia che fornisce i cassoni alari. Un segnale del movimento No F35, che lungi dall’essersi […]

In decine di località delle penisola è stato raccolto l’appello per una giornata di lotta nazionale contro il Tav e la repressione. 14 maggio 2013. Un gruppo di No Tav compie un’azione di sabotaggio al cantiere di Chiomonte. 14 maggio 2014. Quattro attivisti verranno processati per quell’azione. L’accusa è “attentato con finalità di terrorismo”. Non […]

Giovedì 12 luglio sono state consegnate al governo 75.000 firme contro gli F35, i cacciabombardieri di nuova generazione che verranno assembleati nello stabilimento di Cameri, la cui costruzione è ormai avanzatissima.

Ne abbiamo parlato con Domenico Argirò del movimento contro gli F35, di cui riportiamo sotto ujn breve commento:

Certo settantacinquemila firme (comprese la mia e quelle di molti altri compagni ed amici) presentate dalle associazioni pacifiste perbene non sono poche: un bel numero di cittadini che si pronuncia contro gli F-35 e contro l’eccesso di spesa per la difesa. Non sono pochi. Ne sarebbero bastati un decimo per rendere indimenticabile la manifestazione di fine marzo contro la fabbrica di F-35 che stanno costruendo a Cameri: la manifestazione “fantasma” che si è svolta il 24 marzo e che ha portato qualche centinaio di persone addosso alle reti che proteggono l’aeroporto militare all’interno del quale Lockheed ed Alenia stanno appunto allestendo la loro bella fabbrica di morte. Quello era un giorno cruciale: dopo poche ore si sarebbero votate diverse mozioni parlamentari riguardanti proprio gli F-35. Ma quel giorno, evidentemente, i pacifisti perbene avevano altro da fare: cosa che è capitata loro spesso nei sei anni di mobilitazione contro gli F-35 nel territorio novarese. Oppure: mettere una firmetta su un foglio va bene, ma impegnarsi in prima persona è più difficile. E certo è difficile far nascere e consolidare in Italia un vero e proprio movimento antimilitarista di massa. Qui a Novara e dintorni si continua nel tentativo di mobilitare le persone (quelle vere, non i manichini messi in piazza da sindacati di stato o associazionismo istituzionalizzato). Qui si continua a dar fastidio. Qui si continua ad essere convinti che la libertà e la dignità bisogna conquistarsele con fatica e non per mezzo di graziose petizioni al principe.”


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