terremoto

Il 24 Giugno saranno 10 mesi dalla prima scossa che ha distrutto parte del territorio in centro Italia e poche cose sono cambiate. Le istituzioni avevano promesso. Il governo Renzi prima, il governo Gentiloni poi, i governatori regionali. Tutti. Hanno fatto credere agli abitanti dei 131 comuni che “presto” sarebbero tornati a una vita, tutto […]

Immediatamente dopo il terremoto che ha colpito il centro Italia dalla Val di Susa si è mossa una carovana di aiuti per le popolazioni colpite da catastrofi che di naturale hanno ben poco. Le risorse pubbliche e private vengono destinate a grandi opere inutili come la linea Torino-Lione mentre la messa in sicurezza del territorio viene […]

Il piano del governo è di facile lettura: deportare le popolazioni che hanno perso la casa nel terremoto in pianura, ospitandole negli alberghi della costa marchigiana e del Trasimeno, vuoti in questo periodo dell’anno. Passato l’inverno molti potrebbero non tornare, schiacciati dalla prospettiva della casa crollata, del lavoro che non c’è più. La Val Nerina […]

Via libera del Consiglio dei Ministri al decreto legge sul terremoto che il 24 agosto ha colpito il centro Italia. In 53 articoli, il decreto fissa i capisaldi di tutti gli interventi necessari alla ricostruzione e al sostegno alla di una “ripresa economica” delle zone colpite dal terremoto. Molteplici le misure di sostegno previste: risarcimento […]

Dopo il sisma del 25 aprile e la seconda forte scossa del 12 maggio scorsi, continua a salire il bilancio delle vittime in Nepal. Questa mattina abbiamo sentito Paola, sul posto da varie settimane, che ci ha raccontato gli ultimi aggiornamenti sull’arrivo e la gestione degli aiuti, sulla situazione delle case degli abitanti delle zone […]

La corrispondente dal Nepal ci aggiorna via mail sulle condizioni di lavoro per chi cerca di cooperare: se si tratta di gruppetti di amici o di familiari o si tratta di ong storiche e consolidate nella loro presenza sul territorio non avranno problemi, mentre le organizzazioni più giovani e attive vengono depredate e viene loro […]

Ieri il Premier Letta ha visitato le zone colpite dal sisma del Maggio scorso per “rendersi conto della situazione”, come recitava la nota emanata da Palazzo Chigi; una visita molto particolare, tenuta in silenzio nei giorni precedenti. Quindi una visita in sordina, lontana dai cittadini, per vedere solo quelle poche situazioni che hanno ricostruito, casi […]

In Emilia, tutti i capannoni industriali delle zone terremotate, sono stati dichiarati inagibili. Si tratta di prefabbricati, molti dei quali non hanno retto alle scosse uccidendo chi ci lavorava. Una strage evitabile, ma la fame di profitto, costi quel che costi a chi lavora, è senza freni. Ha fatto scalpore la notizia dell’imprenditore carpigiano che ha fatto firmare ai propri dipendenti una moratoria che lo libera da ogni responsabilità in caso di nuove scosse. Della serie: o rischi la vita o resti senza lavoro.
In tutta la bassa il ricatto occupazionale è forte. Molti imprenditori potrebbero decidere di delocalizzare, specie le produzioni delle industrie nano tecnologiche, che sono legate a grossi gruppi multinazionali, che certo non hanno alcun problema a spostare altrove il loro business.

Nelle tendopoli lentamente si allarga il controllo della protezione civile, che le trasforma in campi militarizzati, con check in ossessivi agli ingressi, coprifuoco notturno, strutture a panopticon.
Particolarmente grave è la situazione a Rolo, nella tendopoli sono ospitati soprattutto immigrati, dove l’unico compito che la protezione civile ha assolto con straordinaria diligenza è la caccia ai lavoratori senza documenti. In compenso al momento della visita dei compagni alla tendopoli, per 200 persone c’era un solo gabinetto.

Diversamente dall’Aquila la zona terremotata è molto ampia e la protezione civile non riesce a stringere nella propria morsa tutta la popolazione. In molti paesi resistono le tendopoli autogestite nei parchi cittadini o i piccoli insediamenti di tende nei giardini delle case.
In queste zone si sta costruendo una rete di aiuti autogestiti, guardata con molta simpatia dalla gente, che dichiara aperta diffidenza verso la protezione civile.

Ne abbiamo parlato con un compagno, Simone, impegnato nella solidarietà dal basso


Radio Blackout 105.25

One station against the nation

Current track
TITLE
ARTIST