Genova 2001, oggi la sentenza per i compagni. Solidarietà sotto la Corte di Cassazione

Scritto dasu 12 Luglio 2012

Dieci persone tra le migliaia che accorsero a Genova nel 2001 per contestare l’autoritarismo e la violenza dell’ordine globale, oggi vedranno confermate o smentite in Corte di Cassazione le pesanti condanne che hanno subito negli scorsi anni per le manifestazioni , gli scontri , la resistenza opposta.
I manifestanti rischiano pene incredibili. Una sentenza scandalosa è stata infatti quella di secondo grado, più che una sentenza una “vendetta” come la definì allora Haidi Giuliani. Utilizzando un detrito del codice fascista, il reato di “devastazione e saccheggio” (lasciato dai Costituenti perchè pensato per i tempi di guerra) la procura e il tribunale hanno trasformato l’accusa di danneggiamenti (che ora sarebbe ampiamente prescritta) in quella appunto di devastazione e saccheggio che ha permesso al tribunale di erogare condanne fuori dalla realtà: da sei anni e mezzo fino a quindici anni  le condanne in secondo grado! Sarebbero anche i primi manifestanti ad andare in prigione con condanne definitive per una manifestazione di piazza dopo molti anni.
Tutti ricordiamo l’assalto ai cortei dei cosiddetti corpi di sicurezza (il cui carattere proditorio, almeno per via Tolemaide, è stato provato anche in sede processuale grazie agli audio di servizio della polizia), i pestaggi indiscriminati, gli spari che portarono all’assassinio di Carlo Giuliani… e poi la mattanza della scuola Diaz, le violenze e le umiliazioni vigliacche a Bolzaneto! Un quadro anticipato già dalle giornate napoletane del Global Forum con le cariche in piazza e le torture della caserma Raniero.
Oggi Piazza Cavour a Roma, davanti alla Corte di Cassazione, ci sarà un presidio stampa di solidarietà con gli imputati in contemporanea alla seduta della Corte che deve decidere, nella stessa piazza si terrà anche una conferenza stampa e la presentazione delle firme  della campagna  solidale “Genova 10×100”.Diverse le iniziative in molte piazze, centri sociali e case occupate di tutta le penisola

 

Ascolta la diretta con un compagno romano dal presidio di solidarietà

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