G8

Le esternazioni del celerino del VII Reparto Mobile, Fabio Tortosa, che rivendicavano orgogliosamente l’operazione repressiva condotta dal suo reparto all’interno della scuola Diaz nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2011 – «Io sono uno degli 80 del VII Nucleo. Io ero quella notte alla Diaz. Io ci rientrerei mille e mille volte» […]

Il governo del “fare” ha adottato numerose misure in materia economica, che, al di là di un po’ di fumo e demagogia, si riducono all’ennesimo regalo alle imprese per favorire la ripresa e, “quindi”, l’occupazione. La stessa decisione di escludere dal pignoramento la prima casa dovrà essere verificata sulla base dei decreti attuativi, che verranno […]

E’ di ieri la notizia dell’archiviazione dell’inchiesta sul massacro del giornalista inglese Mark Covell, ferito gravemente dalla polizia durante il suo intervento alla scuola Diaz il 21 luglio del 2001. Secondo i PM incaricati dell’inchiesta la polizia non ha collaborato ad identificare i responsabili del pestaggio, per il quale Covell rischiò la vita. Un ulteriore […]

A neanche una settimana di distanza dalla sentenza della cassazione di Roma riguardante i fatti di Genova 2001, abbiamo approfondito le vicende che hanno portato alla condanna di 10 attivisti per il reato di Devastazione e Saccheggio. Nella telefonata con l’avvocato Laura Tartarini abbiamo cercato di parlare del processo che ha portato al 13 luglio […]

I ragazzi condannati in Cassazione per il G8 di Genova rappresentano l’ennesimo capro espiatorio della storia giudiziaria italiana. In mancanza di una elaborazione corretta e infine di una narrazione complessa di quelle giornate di luglio 2011, lo stato preferisce individuare dieci ragazzi scelti, è il caso di dirlo, praticamente a casaccio e sacrificarli sull’altare del ripristino dell’integrità offesa delle istituzioni. E’ una modalità che ritorna e ritorna mietendo sempre nuove vittime. E’una storia iniziata nel dopoguerra, proseguita con la generazione ribelle degli anni settanta e che non sembra vedere una fine, tutt’altro. Il penale infatti, in un’invasività crescente, affina ogni giorno di più le armi che consentono questo eterno ritorno. Ne parliamo con Vincenzo Guagliardo in occasione della nuova edizione del suo libro: “Di sconfitta in sconfitta. Considerazioni sull’esperienza brigatista alla luce di una critica del rito del capro espiatorio” (Colibrì 2012).

Dieci persone tra le migliaia che accorsero a Genova nel 2001 per contestare l’autoritarismo e la violenza dell’ordine globale, oggi vedranno confermate o smentite in Corte di Cassazione le pesanti condanne che hanno subito negli scorsi anni per le manifestazioni , gli scontri , la resistenza opposta. I manifestanti rischiano pene incredibili. Una sentenza scandalosa […]

La cassazione ha annullato le sentenze di condanna di De Gennaro e Mortola, che in primo e secondo grado erano stati giudicati colpevoli di aver indotto un loro collega a prestare falsa testimonianza. L’avvocato Luisa Tartarini, che ha seguito le vicende genovesi per dieci anni si è detta stupita dell’annullamento di sentenze basate su prove forti, tanto forti da indurre i giudici di secondo grado a emettere sentenze di colpevolezza ai danni di uomini potenti come l’allora capo della Polizia De Gennaro e l’allora capo della Digos genovese Mortola.
I due, nel giugno del 2010 erano stati condannati rispettivamente ad un anno e quattro mesi e un anno e due mesi, per aver istigato l’allora questore di Genova Francesco Colucci a mentire in aula sulla macelleria alla scuola Diaz della notte tra il 21 e il 22 luglio 2001.
La sentenza, quella vera, nei confronti di Gianni De Gennaro e Spartaco Mortola, l’ha pronunciata da tempo il Ministero dell’Interno: i due hanno fatto un’ottima carriera. De Gennaro è oggi capo dei servizi segreti, Mortola è diventato questore e capo della polizia ferroviaria a Torino.
Gianfranco Fini, che all’epoca diresse le operazioni dalla sala operativa della questura genovese, è oggi presidente della Camera dei deputati, la terza carica nella gerarchia dello Stato.
Ancora una volta lo Stato non condanna se stesso.

Ascolta l’intervista rilasciata a Blackout dall’avvocato Laura Tartarini


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