Firenze: rifugiati libici e Movimento di lotta per la casa occupano un ex-albergo

Scritto dasu 7 Marzo 2013

Occupato domenica mattina a Firenze un ex albergo nel quartiere Novoli. Tra gli occupanti un gruppo di rifugiati arrivati due anni fa dalla Libia e abbandonati dalla istituzioni dopo la fine della cosiddetta “emergenza nord Africa”. Con loro il Movimento di lotta per la casa di Firenze.

Ascolta la diretta con Benedetta, una compagna del Movimento di lotta per la casa:

Benedetta-firenze

Di seguito il comunicato tratto da abitarenellacrisi.org

Questa mattina un nutrito gruppo di occupanti del Movimento di lotta per la casa, insieme a rifugiati provenienti dalla Libia, si è impossessato nuovamente di un ex albergo vuoto da anni. Tutti gli occupanti provengono dalla Libia, fino a due anni fa avrebbero fatto volentieri a meno di arrivare in Italia senza soldi e senza lavoro.  Per chi si fosse già scordato di questa guerra, ci pensiamo noi a rinfrescargli la memoria.

In Libia c’era un dittatore che abbiamo più volte criticato per le sue politiche criminali, sostenute moralmente e finanziariamente dagli ultimi governi italiani. Gheddafi era colui che faceva imprigionare i richiedenti asilo diretti in Europa, e li rispediva al loro paese dopo mesi di prigionia, se non avevano abbastanza soldi per continuare i tristemente celebri viaggi della speranza. Ma la Libia di Gheddafi era anche uno dei paesi più ricchi dell’Africa in cui non mancava il lavoro, le case erano a prezzi accessibili e si stava mediamente bene.

Grazie ai nostri bombardamenti adesso questo paese è un cumulo di macerie, e i diversi clan si combattono a vicenda per spartirsi il potere. Interessante notare che la famosa missione di pace per proteggere i civili, oltre a bombardare le postazioni missilistiche del “nemico”, ha raso al suolo tutte le industrie presenti sul territorio per assicurarsi altre generazioni di sfruttati.

Arrivati in Italia questi ragazzi sono stati inseriti in programmi imbarazzanti, simili a quelli attuati con l’emergenza dei somali, eritrei ed etiopi, con costi deliranti e con servizi che assomigliano più ad un ospedale che ad un reale percorso di emancipazione.A fine febbraio questi programmi sono terminati, i vari politici e la società civile si sono impegnati con tante belle parole a trovare una soluzione che non arriverà mai.Non siamo rimasti ad aspettare il solito scarica barile ma abbiamo deciso di riprenderci ancora una volta un immobile privato lasciato vuoto da anni per provare a risanare con l’occupazione e l’autogestione un’emergenza abitativa che non accenna a diminuire.

Firenze, 3 Marzo 2013

RICHIEDENTI ASILO PROVENIENTI DALLA GUERRA IN LIBIA,

MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA FIRENZE


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