Sanità. La mannaia di Saitta

Scritto dasu 20 Novembre 2014

Via libera, questa mattina in Giunta regionale, al piano di riordino della rete ospedaliera piemontese. Le strutture complesse negli ospedali pubblici passano da 842 a 668 e, in quelli privati, da 185 a 148, con un risparmio nei prossimi tre anni di circa 400 milioni di euro. Un risparmio sulla salute dei piemontesi già schiacciati da liste di attesa infinite e ticket sempre più onerosi.
Prevenzione e cura sono sempre più difficili per chi fa fatica ad arrivare a fine mese, al punto che rischia di essere compromessa la stessa aspettativa di vita in Piemonte.
L’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, giovedì porterà il piano approvato oggi a Roma, per sottoporlo al ministero. La possibilità di ottenere dal governo un aiuto per salvare i conti della Regione passa anche da questa manovra, che martedì Sergio Chiamparino aveva anticipato al ministro dell’Economia Padoan.
La riforma dell’asse Saitta-Chiamparino ricalca in molti punti quella impostata dalla giunta Cota: il disarmo dell’Oftalmico e dell’Amedeo di Savoia, la chiusura dei «punti nascita» ad Acqui, Tortona, Carmagnola, Domodossola, Susa.

Ne abbiamo parlato con Roberto Dosio, primario di radiologia all’Oftalmico, dopo la chiusura del Valdese, che lo aveva visto tra i più attivi nella lotta per salvare una struttura, che l’intero quartiere di San Salvario ha difeso.

Ascolta la diretta:

dosio_sanità

Dell’annunciata chiusura del punto nascite di Susa abbiamo parlato con Nazzareno Gabrielli, un giovane padre del comitato delle donne “io ho partorito a Susa”, che ha denunciato la politica di terrore della ASL di Collegno per indurre le donne ad optare per la struttura di Rivoli. Secondo il comitato che si batte per impedire la cancellazione del punto nascite e l’eliminazione progressiva del pronto soccorso, c’è stata una scelta di svuotare il punto nascite segusino, per accelerarne la chiusura. Se avverrà le donne dovranno fare anche 70 chilometri per partorire. E’ successo quest’estate quando una puerpera non ce la fatta ad arrivare a Rivoli ed ha partorito in auto nella galleria del Prapuntin. La mamma e il bimbo stanno bene: resta il rammarico che, senza la campagna di denigrazione dell’ospedale di Susa, la donna avrebbe potuto far nascere il suo bambino nell’ospedale della città.
Il comitato “io ho partorito a Susa” non demorde: domenica mattina ci sarà una manifestazione che attraverserà il centro cittadino.
Ascolta la diretta con Nazzareno:

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