Cosa succede nel “nuovo” hotspot di Lampedusa

Scritto dasu 6 Ottobre 2015

Una corrispondenza da Lampedusa, dove tra ipocrite commemorazioni per la strage del 3 ottobre 2013 – costata la vita a 368 persone – e grandi manovre militari, si prepara la gestione del “nuovo” hotspot situato al centro dell’isola.

Altro non è che il “vecchio” centro di prima accoglienza, ora chiamato hotspot dalle nuove direttive europee e che vede la presenza al suo interno di Frontex e di altri funzionari che dovrenno decidere sulla vita e sul diritto di asilo per migliaia e migliaia di migranti, oppure il loro immediato rimpatrio. Il centro da giorni è già al massimo della sua capienza, sono in corso continue proteste e attiviste e solidali vengono tenuti a grande distanza. Esperimenti di concentramento e trasferimento di migranti nel centro del Mediterraneo, in questa fase di guerra apertartamente mondiale su più fronti e di guerra non dichiarata nei confronti di chi continua a partire, a spostarsi e a morire per raggiungere la vecchia e depressa Europa, sempre più chiusa e razzista.

Ascolta il contributo di Rosa del collettivo Askavusa che si trova sull’isola e che racconta cosa sta accandendo in queste ultime ore.

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