DI mancata identificazione: l’Ue, l’Italia e i/le migranti

Scritto dasu 16 Dicembre 2015

L’Unione Europea ha aperto ieri una “procedura d’infrazione” contro l’Italia per il mancato ottemperamento nella raccolta delle impronte digitali a danno di quei e quelle migranti che nell’estate appena trascorsa sono transitate sul nostro paese, talvolta addensandosi per diverse settimane ai confini (come nel caso di Ventimiglia), venendo meno agli impegni presi con la firma del Trattato di Dublino che prevede, tra le altre cose, che gli stati su cui approdano i/le migranti sono quelli che si devono far carico del loro eventuale diritto d’asilo.

È risaputo che in molti casi le forze di polizia in italia abbiano agito in questa direzione negli scorsi mesi, per una volta facendo coincidere i propri interessi con quelli degli stessi richiedenti asilo che nella maggioranza dei casi dal nostro paese vogliono solamente passare, in direzione di più attraenti lidi.

Alle origini della questione c’è la distinzione tra migranti economici e migranti mossi da ragioni politiche o umanitarie, abilitati quindi a effettuare richiesta d’asilo. Una distinzione tutta giuridica e poco corrsipondente alla realtà dei fatti, ma certamente generatrice di atroci differenze secondo una linea di gerarchizzazione selettiva dei/le migranti entranti nell’Unione.

Tutto ciò non farà che aumentare la visibilità delle proteste xenofobe e anti-europee di un Salvini ma soprattutto, cosa ben più garve, clandestinizzerà ulteriormente non solo i cosidetti “migranti economici” ma anche i richiedenti asilo che non intenderanno farsi identificare nel “paese d’accoglienza”.

Finita l’apparente epoca d’oro della Merkel accogliente e dal cuore d’oro, l’Europa torna a rivesire i consueti tratti della Fortezza presidiata da fili spinati (ed hot-spots).

Ne abbiamo parlato con Fulvio Vassallo Paleologo, avvocato, docente all’Università di Palermo e curatore del blog dirittiefrontiere.blogspot.it

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