Nel 2017 uccise più di 300 persone che lottavano per difendere il territorio

Scritto dasu 4 febbraio 2018

Nel 2017 sono state 312 le persone uccise mentre difendevano l’ambiente dal capitalismo estrattivo: è il quadro che emerge dall’annuale rapporto dell’organizzazione Front Line Defenders.

La maggior parte dei casi si concentra nell’America Latina, dove le esperienze di resistenza a opere invasive e alla voracità di grandi multinazionali che saccheggiano risorse e territori sono numerose, e dove molto spesso gli/le attivisti/e incontrano una repressione particolarmente feroce. In testa alla classifica compaiono Colombia, Brasile e Messico.

Nel caso di attiviste donne, inoltre, molto spesso a tutto ciò si somma una seconda violenza, quella di genere: dal rapporto emergono diversi casi di stupri e abusi, frequentemente commessi dalle forze di polizia.

Abbiamo commentato il rapporto e fatto alcune considerazioni con Maria Teresa Messidoro, vicepresidente dell’associazione Lisangà che da molti anni si occupa di America Centrale e America Latina:

MariaTeresa_America Latina


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